mercoledì 27 giugno 2012
Perchè adesso è ora di ricominciare
Che ci troviamo in un passaggio di serie difficoltà, per molti di noi anche personali, e come nazione, non vi sono ritengo grandi dubbi al riguardo.
Ma la cosa che lascia più sorpresi è che in un simile passaggio, a differenza di altre Democrazie che hanno cambiato programmi e loro gruppi dirigenti politici per molto meno, non si osserva all’orizzonte alcun emergere di Programmi gestionali nostri veramente alternativi.
Anzi, parte prevalente anche dei nostri Media risultano erigere tuttora una barriera dissuasiva alle visioni alternative. Martellando che questa perseguita dall’Italia costituisce l’unica strada possibile per non peggiorare: tagliare, tagliare tutto quel che fa uno Stato efficace condiviso, distruggere altro Lavoro e Imprese, distruggere ancora altri diritti Donna e Giovani, svendere tutto il patrimonio nazionale, almeno sinché il debito pubblico non avrà iniziato a calare.
Ma come mostra anche Monti, il Debito non cala mai in recessione; calano casomai le entrate pubbliche e non solo private. Calano semmai i Diritti di tutti e le Speranze. Da un grande debito non si esce infatti mai con la miseria. Ma, casomai, con la condivisione equa.
E allora, perché questa barriera mediatici istituzionale?
Perché l’Italia della Rendita parassitaria, quella minoritaria che in trenta anni ha consentito al 10% della nostra popolazione di impadronirsi del 50% della ricchezza nazionale, non intende certo arretrare. E non intende arretrare neanche il gruppo dirigente consociato anche attuale che la rappresenta. E risulta intenda andare avanti allo stesso modo: COSTI QUELLO CHE COSTI AL PAESE ED ALLA POPOLAZIONE.
Appare pertanto vitale, per tutti costoro, dissuadere, scoraggiare noi popolazione dal cercare altre strade. Di Programma e di Rappresentanza.
Tuttavia, programmi alternativi anche in pareggio di bilancio, perseguibili nella condivisione e nello sviluppo, ed anche nella partecipazione Euro Ue, esistono.
E, poiché da qualche parte si deve pur incominciare a parlarne, settimanalmente, anche se una piccola persona come tanti di noi, e come è infatti il sottoscritto, inizierà a immettere singole voci di un potenziale programma alternativo nella conduzione del Paese. Il cui insieme, peraltro, lo si può sempre trovare, a chi interessi vedere, in http://www.kitfaidate.com
Sarà questo il definitivo programma alternativo eventuale pur dopo una evidente elaborazione finale in condivisione con chi ci si riconosca? Non so.
Decideremo in tanti di attraversare il guado anche personale, per entrare nel territorio nuovo della autogestione e della partecipazione? Non so.
So solo che lo si deve, anche per parte mia, e senza timore di esporsi in questo, in specie ai nostri Ragazze e Ragazzi. Provare a contribuire, e ciascuno di noi personalmente, a restituirgli la Speranza.
SO SOLO CHE IL GUSCIO IN CUI RISULTIAMO ATTULMENTE RINCHIUSI: NON SI PUO’ FARE ALTRO E NON CI SONO ALTRE RAPPRESENTANZE ELETTORALI POSSIBILI AL VOLERE POPOLARE, VA SPEZZATO.
Poi, presumo, a fine estate si dovranno trarre molte conclusioni. Tra di esse, un simile programma, e nella sua elaborazione finale, credo dovrà cercare comunque anche la rappresentazione sua elettorale eventuale.
Interesserà alcuni o molti? Non so.
So solo che a breve, se arriveranno altri governi come i precedenti, e come anche questo attuale, non ci potremo lamentare: avremo scelto noi rifugiandoci nell’eventuale anche personale non fare.
So solo che a breve, se prevarranno ancora i gestori delle Rendite ancora attuali, e metteranno mano anche a svendere le risorse vitali nazionali senza però cambiare niente, il rischio Italia sul Debito diverrebbe ancora maggiore; la povertà illimitata; e, la eventuale inversione di rotta successiva, ancora più faticosa e molto più costosa che non oggi.
So solo, che, ove accadesse, ce lo saremmo solo scelto volontariamente.
PERCHE’ CAMBIARE IN POSITIVO, SI PUO’
Se lo vuole una nazione solidale.
Qualcuno pare debba iniziare a porre anche <i piedi> sul piatto della rendita parassitaria nazionale.
Riprendendo la conclusione di un Presidente Usa virtuale e che invitava i suoi connazionali alla fiducia ed alla speranza dopo un immane disastro naturale: PERCHE’, ADESSO, E’ ORA DI RICOMINCIARE.
giovedì 8 marzo 2012
Buon 8 Marzo! e perché?
Un pensiero uomo, in punta di piedi, e senza alcuna pretesa?
Prendo spunto per farlo da una frase donna che leggevo poco fa in Linkedin: <questa data fu scelta come una giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.> E oggi, credo che proprio questa partenza possa simboleggiare dei nuovi 8 Marzo anche italiani.
Da uomo, e neanche più giovanissimo, credo di vedere che la Donna italiana di conquiste reali e potenziali ne ha fatte molte in questo tempo. Ma sempre osservando da uomo, mi pare di vedere che invece, la Donna italiana, come Genere e d'insieme, debba constatare grandi regressi nelle proprie potenzialità e libertà reali.
Cosa intendo dire?
Da persona che non rinnega le proprie radici cristiane, non posso non constatare che, pur avendo questa religione la Madre di Dio Donna, tuttavia non ha potuto impedire che per quasi 2000 anni la condizione Donna fosse forse anche peggiore di quella Romana. Mentre, le libertà e le condizioni Donna sembrano essere decollate ed esplose con la Rivoluzione Borghese europea, di contro. Perché quella Rivoluzione ha, e conserva il Lavoro diffuso a suo pilastro. Dunque, non le servivano Servi e Schiave. Ma Operatori ed Operatrici lavoratrici, e poi, anche, possibili clienti anche esse.
La Donna che può scegliere lavoro equo, è divenuta potenzialmente Donna pari. Credo. E lo Stato sociale europeo del secondo novecento vi aveva posto accanto presidi di sostegno alla crescita ed educazione dei figli eventuali, senza imporle di retrocedere necessariamente in casa per averli.
Attualmente, temo non si possa evitare di vedere che, i governi dell'ultimo ventennio, pur pretendendo di proporsi come tutori della Dona Madre, hanno risospinto la globalità delle Donne italiane in una ritirata tale da ricondurle quasi ai primi 900.
E a questo, non basta una <farfalla>, unioni eventuali, o libertà creative di una minoranza, temo. Mentre la grande maggioranza è stata, di fatto, risospinta in grave ritirata. Perché, soprattutto, ha visto sempre più compromessa la libera scelta di lavoro e conseguente autonomia di reddito.
Ecco, allora, dove va a parare questa premessa senza pretese. Dalla citazione con cui partiva.
Da uomo, non credo che cambierete a fondo con più o meno comprensive <nostre> elargizioni. Né con quote <panda> per omologate.
Credo che sarebbero dei bei 8 Marzo se vi vedessero, come Genere, muovervi a conquistare la sostanziale parità della gestione collettiva: Donna 50/50 in liste ovunque si voti. Donna 50/50 in ogni organo gestionale elettivo anche centrale.
Non voglio suggerirvi nulla, ci mancherebbe. Ma credo, che l'asse del Potere, anche di quello <positivo>, cambierebbe. Con un gran bene anche dell'intera nazione. La quale, sia detto per inciso, ha proprio in voi Donna, e nei ragazzi e ragazze nostre, le vere forze di emergenza per una virata positiva e condivisa.
Il mio augurio in fondo, senza alcuna intenzione di suggerirvi niente altrimenti mi smentisco delle premesse, è che questo, ed anche futuri 8 Marzo, possano non tanto celebrare un Ricordo. Ma evocare delle nuove decisive scese in campo Donna per cambiare ancora. E farlo assieme, in un Progetto condiviso.
Comunque, da una piccolissima traccia in internet, e uomo, Buon 8 Marzo. Sicuro che vi suggerirà anche esso attuale un buon percorso.
Prendo spunto per farlo da una frase donna che leggevo poco fa in Linkedin: <questa data fu scelta come una giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.> E oggi, credo che proprio questa partenza possa simboleggiare dei nuovi 8 Marzo anche italiani.
Da uomo, e neanche più giovanissimo, credo di vedere che la Donna italiana di conquiste reali e potenziali ne ha fatte molte in questo tempo. Ma sempre osservando da uomo, mi pare di vedere che invece, la Donna italiana, come Genere e d'insieme, debba constatare grandi regressi nelle proprie potenzialità e libertà reali.
Cosa intendo dire?
Da persona che non rinnega le proprie radici cristiane, non posso non constatare che, pur avendo questa religione la Madre di Dio Donna, tuttavia non ha potuto impedire che per quasi 2000 anni la condizione Donna fosse forse anche peggiore di quella Romana. Mentre, le libertà e le condizioni Donna sembrano essere decollate ed esplose con la Rivoluzione Borghese europea, di contro. Perché quella Rivoluzione ha, e conserva il Lavoro diffuso a suo pilastro. Dunque, non le servivano Servi e Schiave. Ma Operatori ed Operatrici lavoratrici, e poi, anche, possibili clienti anche esse.
La Donna che può scegliere lavoro equo, è divenuta potenzialmente Donna pari. Credo. E lo Stato sociale europeo del secondo novecento vi aveva posto accanto presidi di sostegno alla crescita ed educazione dei figli eventuali, senza imporle di retrocedere necessariamente in casa per averli.
Attualmente, temo non si possa evitare di vedere che, i governi dell'ultimo ventennio, pur pretendendo di proporsi come tutori della Dona Madre, hanno risospinto la globalità delle Donne italiane in una ritirata tale da ricondurle quasi ai primi 900.
E a questo, non basta una <farfalla>, unioni eventuali, o libertà creative di una minoranza, temo. Mentre la grande maggioranza è stata, di fatto, risospinta in grave ritirata. Perché, soprattutto, ha visto sempre più compromessa la libera scelta di lavoro e conseguente autonomia di reddito.
Ecco, allora, dove va a parare questa premessa senza pretese. Dalla citazione con cui partiva.
Da uomo, non credo che cambierete a fondo con più o meno comprensive <nostre> elargizioni. Né con quote <panda> per omologate.
Credo che sarebbero dei bei 8 Marzo se vi vedessero, come Genere, muovervi a conquistare la sostanziale parità della gestione collettiva: Donna 50/50 in liste ovunque si voti. Donna 50/50 in ogni organo gestionale elettivo anche centrale.
Non voglio suggerirvi nulla, ci mancherebbe. Ma credo, che l'asse del Potere, anche di quello <positivo>, cambierebbe. Con un gran bene anche dell'intera nazione. La quale, sia detto per inciso, ha proprio in voi Donna, e nei ragazzi e ragazze nostre, le vere forze di emergenza per una virata positiva e condivisa.
Il mio augurio in fondo, senza alcuna intenzione di suggerirvi niente altrimenti mi smentisco delle premesse, è che questo, ed anche futuri 8 Marzo, possano non tanto celebrare un Ricordo. Ma evocare delle nuove decisive scese in campo Donna per cambiare ancora. E farlo assieme, in un Progetto condiviso.
Comunque, da una piccolissima traccia in internet, e uomo, Buon 8 Marzo. Sicuro che vi suggerirà anche esso attuale un buon percorso.
martedì 6 marzo 2012
Nel Paese del ce l'ha imposto la Ue
I nostri principali partiti parlamentari hanno scelto, riparandosi dietro a Monti ed ai suoi ministri, di pareggiare il Bilancio statale italiano tramite maggiori e nuove Tasse. Scelta che ha precipitato intenzionalmente la intera nazione in recessione. Programmata volontaria e addirittura quasi triennale. Cioè, nella Povertà di massa.
Ma la maggioranza parlamentare attuale, dietro al Governo Monti, si è fatta riparo del <CE L'IMPONE L'EUROPA>.
Ma è proprio così impossibile difendere i propri leciti interessi di popolazione e le lecite scelte nazionali anche dentro 'l'attuale Ue?
Eccoti allora a sorpresa la Spagna, si, proprio la Spagna, quella che sceglieva di votare per avere un Governo scelto dal suo popolo, dichiarare proprio sulla questione del Pareggio di Bilancio:
(tratto da Corriere della Sera del 3 marzo pag.9, di Luigi Offreddu)
(...) "Tre ore dopo aver firmato insieme ad altri 24 leader il "fiscal compact", il piano di rigore con tutti gli impegni che ne conseguono, il premier spagnolo Mariano Rajoy fa sapere che non potrà rispettare il primo di quegli impegni, il più importante: l'obiettivo del deficit pubblico per il 2012, già concordato con Bruxelles al 4,4% del prodotto interno lordo, viene improvvisamente rivisto al rialzo fino a quota 5,8%, una meta molto meno ambiziosa e molto più elastica.
Vale ancora, si preoccupa di confermare Rajoy, il traguardo finale del 3% fissato alla Spagna per il 2013: ci si arriverà certamente, ma per il 2012, <è una decisione sovrana degli spagnoli, siamo molto tranquilli, abbiamo fatto una scelta sensata e ragionevole.>. (...)
Ma non è solo Spagna, perché eccoti a ruota l'Olanda, come infatti si legge ancora nello steso articolo:
(...) "L'Olanda, nazione considerata solida e ricca, uno degli ultimi 4 Paesi dell'Eurozona a vantare un rating da tripla A e anche uno dei portabandiera dell'austerità contro il "partito degli spendaccioni", viene richiamata all'ordine perché anche lei ha sforato sul deficit: per il 2012 resterà al 4,5% del Pil, e toccherà l'obiettivo comune del 3% nel 2015, non nel 2013. <Faremo tagli alla spesa pubblica perché questo ci sembra importante, non perché ce lo dice il commissario Ue Olli Rehn>, spiega un po' stizzito il primo ministro olandese Mark Rutte. (...)"
Qualcuno ha mai visto comparse su uno qualsiasi dei Media televisivi nazionali queste notizie?
Qualcuno ha mai sentito degnare di una serata di approfondimento scelte alternative alle nostre e di questo segno? Temo proprio di no.
noi siamo fermi alla Catechesi Mediatica a reti unificate (pare proprio in effetti assai spesso la vecchia Eiar di ventennio) del CE LO CHIEDE L'EUROPA E NON SI PUO CHE ESEGUIRE. ALTRIMENTI CADE IL MONDO....
Certo, ci sarà chi pronto obietterà, ma l'Olanda se lo può permettere con la sua tripla A e con il suo spread.
Perfetto, e altrettanto giusto.
Soltanto che, come leggiamo nell'articolo citato, se lo concede anche la Spagna. A quanto pare. La quale Spagna propone come noi italiani, una triplice B di rating internazionale. Mentre, quanto a spread, noi la stiamo appena raggiungendo adesso al livello dove essa si trovava tranquilla fin dall'insediamento del suo nuovo governo eletto.
Allora?
Allora, forse cominciamo ad avere idee più chiare su cosa vogliano veramente dire quelle strane lettere di rating:
Per l'Olanda
Ah......Ah....Ah.... pare corrispondere in effetti quasi ad un sorriso sereno.
Leggibile appare forse anche la triplice B Spagnola:
Bene...Bene...Bene....
Ma temo risulti apparire altrettanto evidente cosa sottintenda la nostra tripla B:
Beeh....Beeh...Beeh
E il gregge italiano non proprio convinto, viene intanto incanalato inesorabilmente per la tosatura nello stazzo del recinto dall'infaticabile pastore tedesco incaricato di radunarlo proprio per questo.
Ci sono popoli che votano, ed hanno i Parlamenti e i governi che si scelgono; e, se ritengono, spesso li cambiano.
Altri, invece, non avendo di che evocare il consenso della propria gente, riscoprono a volte una antica vocazione di tutte le decadenze italiane nel tempo: chiamano il potente di turno dall'esterno a puntellare, con la propria forza, il proprio potere interno malfermo.
E la loro gente? Questo è tutto un altro discorso. Assente, pare, per ora, dal nostro presente.
giovedì 23 febbraio 2012
ma il Lavoro in Italia c'é, o no?
Tutta l'attenzione italiana attuale risulta attratta dalla presunta battaglia <esistenziale> su art.18 o no; dirottando però l'attenzione dal vero forse bersaglio: la sostanziale eliminazione della Cassa integrazione che è costata 30 miliardi in 4 anni al bilancio dello Stato. Dunque, ancora tagli. Assieme a Tasse sempre crescenti. Niente di nuovo come scelte ventennali di governo.
Ma anche sul Lavoro pare avvenire un analogo depistaggio mediatico sociale.
Perché oggi, in italia, anche se nessuno pare lo dica, assistiamo a questa incredibile apparente inconguenza.
Col 11% di disoccupazione nazionale, risultano coincidere il 9% di occupazione immigrata.
Un apparente colossale controsenso.
Perché indubbiamente, anche un bimbo delle elementari, solo facendo 11 - 9 = si ritroverebbe dinanzi a -2%
DI DISOCCUPAZIONE NAZIONALE.
Un dato italiano attuale colossale, e che si inserisce forse anche bene nella analoga media Ue potenziale.
Ma perché allora, pare nessuno ci dia peso a questo dato colossale madornale?
vale a dire che, se dessi prevalenza di scelta alla offerta di Lavoro nazionale, mi ritroverei già per questo, in pratica, senza disoccupazione nazionale?
Gli italiani e le italiane non vorrebbero mai fare quei Lavori dei migranti. Ecco di sicuro bella e pronta la risposta generale.
Ma ne siamo sicuri che sia proprio questa la realtà della nazione?
Siamo proprio sicuri che il nostro, tanto per fare un esempio, il nostro sud, e non solo, non alimenterebbe e volentieri pure, anche gran parte della occupazione edile e manovale oggi risultata invece in larghissima appaltata al lavoro extranazionale?
E le collaboratrici domestiche, tanto per restare nel banale, vedono tutte le italiane senza lavoro indifferenti?
PERCHE' ALLORA, pur con tutta la buona volontà dell'accoglienza, ANCORA ADESSO LA GESTIONE NAZIONALE TIENE INTENZIONALMENTE IN DISOCCUPAZIONE IL CONNAZIONALE A FAVORE DEL LAVORO ESTERNO IMMIGRATO TENDENZIALE?
La questione è grande.
Il rischio a sollevarla espone al potenziale linciaggio mediatico quasi istantaneo di discriminazione e pretese superiorità etniche totalmente infondate. Eppure, non si può esitare.
Sono Fratelli e Sorelle, ogni Immigrato che ricerca il pane. Nel Lavoro.
Ma gli Italiani e le Italiane che piangono lo stesso bisogno per far mangiare figli e figlie cosa sono? carne forse da cannone?
E se ne andata anche la chiacchiera amena, quanto infondata, che questo giochino ventennale contro la nazione non ci costi niente. E' costato in realtà, dati ufficiali alla mano, 30 miliardi di euro in quattro anni di ammortizzatori sociali quasi tutti alla disoccupazione nazionale!
In pratica, l'aggressione alla occupazione nazionale è costata, sino ad ora: più o meno l'equivalente della intera <manovra Monti> recessiva attuale!
Ed è costata quanto una forte detassazione a Impresa e Lavoro.
Perché allora accade, questo non senso di non voler andare a vedere, concretamente, quale sia la vera percentuale di lavoro rifiutato dalla occupazione nazionale?
Temo occorra cercare di fare alfine chiarezza, sopra questa scelta ventennale che ha caratterizzato la nostra recente storia nazionale.
E di farlo, SENZA TIMORI, dal lato del Progresso e della Condivisione; senza lasciarla in alcun modo appannaggio della Discriminazione.
Perché la Immigrazione è utile, opportuna, è benvenuta: MA QUANDO E DOVE MANCA LAVORO NAZIONALE.
Cosa è veramente accaduto, al Lavoro nazionale, con l'ingresso in Euro?
Sono risultati più che dimezzati, tramite una volontaria svalutazione interna, assieme a tutti i redditi fissi, i Redditi da occupazione: in altre parole, prima prendevi un milione, adesso quei mille euro si chiamano in realtà 500/600 mila vecchie lire.
Perchè? e perchè nessuno ne ha mai parlato e parla?
L'Italia, entrando in Euro, avrebbe dovuto effettuare una grande politica di innovazione ed investimenti industriali e di prodotto, per restare competitiva. NON LO HA FATTO.
La sua classe politica dirigente si è prestata ad assicurare alla Industria italiana un decennio di competitività ricavato pressochè esclusivamente dalla distruzione precedente del salario.
Ed il migrante esterno illimitato ha permesso di trovare manodopera illimitata, a qualsiasi prezzo, ed a impedire qualsiasi agitazione salariale sindacale. Chi sciopera quando ogni ora ti sbarcano concorrenti pronti a qualsivolglia prezzo di assunzione? ed infatti, il ventennio appena trascorso, si è caratterizzato dalla pressoché totale assenza di Scioperi salariali pur in presenza della più pesante demolizione di redditi da lavoro dell'intero dopoguerra italiano.
Peraltro, il migrante extranazionale, non è che sia affatto uno sciocco. Egli accetta tendenzialmente ogni salario, perchè dispone, a differenza del lavoratore nazionale, del grande <moltiplicatore> valutario. A casa sua, mille euro valgono alcuni anni di retribuzione media.
si sacrifica, come i nostri italiani del secolo scorso. Ma ogni risparmio, a casa loro, nella loro valuta, ne fa un potenziale benestante.
Ma quella corsa, anomala, ed economicamente drogata, non era illimitata. IL VANTAGGIO, E' INFATTI da tempo TERMINATO.
Come logico, del resto. Perché, nell'intervallo offerto, tutti i ricavi aziendali risultano, intanto, essere andati pressoché tutti ad utili privati e speculativi.
Niente investimenti, niente Innovazione, soatanziale affamamento retributivo salariale: uguale incapacità di competere e di esportare. UGUALE NAZIONE CHE NON CRESCE.
I governi di destra dell'ultimo Berlusconi - detti governi populisti nel senso che amavano essere <amati> anche mentre impoverivano ulteriormente la nazione - hanno provato a conciliare l'inconciliabile: tante tasse, ma anche tanta cassa integrazione; tanta corruzione endemica, ma anche tante caste e mini caste di privilegio medi e piccoli; niente fisco equo, ma anche tanto nero popolare.
LA RICETTA CERTA PER LO SFASCIO GENERALE.
E arriva infatti, alfine, la esplosione dello SPREAD.
Che in fondo, aveva ed ha ragione: una nazione che non cresce, e che ha un debito colossale, è solo da evitare.
A quel punto, la Destra <morbida> cede il potere Formale alla Destra e basta. Senza aggettivi.
E questa, risulta si chiama MONTI, oggi.
E questa Destra, fa il suo Mestiere.
Mette in ordine il circolante con una marea di tasse. E va bene. Anche se si fa per dire.
Ma piomba anche il Paese in VOLUTA RECESSIONE GRAVE.
Un caso disgraziato di studi mal applicati?
Appare invece trattarsi della medesima Lucida ricetta precedente dell'ultimo ventennio.
L'Italia attuale risulta fuori mercato? non esporta la sua industria medio grande risultata largamente decotta e superata?
Come la rilanciamo, allora, senza toglierle alcun privilegio, rendite, e potere esistente?
E' evidente. Come è stata rilanciata all'ingresso in Euro. Con un enorme taglio ai redditi fissi e salariali attuali. Si, di quegli stessi già tagliati un tempo.
Ma, OGGI, non abbiamo un nuovo ingresso in Euro, con conseguente cambio da sfruttare... COME SI PUO' FARE?
Evocando una grande SVALUTAZIONE INTERNA CHE TROVI I REDDITI FISSI E SALARIALI SENZA ALCUNA PROTEZIONE.
E questa operazione si chiama infatti Recessione. Dove, infatti, prevedono di mantenerci per due o tre anni. Quanto serve, appunto.
Lo svela, del resto, l'abolizione della Indicizzazione sulle pensioni già attuata.
Se non prevedi un'Inflazione e pure alta, non hai infatti bisogno di togliere le indicizzazioni alle pensioni esistenti. Quelle stesse pensioni, non più rivalutate, tra due anni varranno infatti almeno un Terzo di meno dall'oggi?
Lo svela, la prossima cancellazione sostanziale degli ammortizzatori sociali in cantiere.
Se non prevedi una disoccupazione ancora più alta nazionale, non ti preoccupi certo come prima cosa di tagliare gli Ammortizzatori, ma di creare piuttosto Occupazione nuova. Che già ti toglierebbe i costi degli Ammortizzatori attuali.
Lo svela, il misterioso Art. 18.
Se non precedi un grande via vai aziendale di occupat,i che calmieri e precluda anche ogni eventuale resistenza salariale, non vai certo ad occuparti prioritariamente della Licenziabilità entro una cupa Recessione nazionale.
ED ECCO ADESSO, IL LAVORO ESTERNO, RISULTARE PREVISTO ANCORA DI MASSA A DANNO ULTERIORE DEL LAVORO NAZIONALE.
Lo svela, risulta, la curiosa circostanza che, mentre il connazionale viene massacrato di tasse e balzelli, contemporaneamente, questo stesso governo, a tutto apparso indifferente, si <commuove> dell'entità della <tassa> di immissione dell'immigrato extranazionale.
Che senso ha? mentre si tassa, senza alcun rimorso, in modo ignobile, la prima casa del bambino o della vecchietta come fosse rendita? sapendo bene di indurre molti di quei connazionali, in quel modo anche, alla fame?
Prima che esplodesse questa ultima grande crisi nazionale, la informazione nazionale, anche la più autorevole, pubblicava senza reticenze che all'Italia sarebbero serviti, a breve, non meno di 15 milioni di immigranti. Forse venti.
Ed avevano ragione, se non cambia niente.
I conti, sono infatti, presto fatti.
La natalità italiana e stata fatta scomparire da anni: siamo a saldo negativo.
Vale a dire che, così restando le cose, caliamo anno per anno, come popolazione. E, proiettato a vent'anni invariato, questo Paese di vecchi in via di decesso, si ritroverebbe con 40/45 milioni di abitanti. più o meno, come al tempo del Fascismo.
Ma, anche, senza forza lavoro interna idonea da sfruttare, sufficiente.
Cambiare una nazione, cambiare la sua popolazione prevalente: PERCHE' NON CAMBI NIENTE. Alla Casta sociale economica vigente. Che, è bene saperlo, rappresenta poco più del 10% della popolazione attuale. Quel medesimo 10% che già infatti detiene il 50% della ricchezza nazionale. E, in prevalenza, beneficiata anche esentasse.
E la sinistra, cosa c'entra al governo in tutto questo Progetto risultato anche ben avanzato d'attuazione?
NIENTE. MENO DI NIENTE.
E scoprirà a breve, che non è stata prevista più neppure da gestore eventuale supplente. Serve solo ora che accompagni, possibilmente, la reazione più flebili e meglio inconsistente, allo scardinamento ulteriore dei redditi fissi e da Lavoro.
Ma con la particolare circostanza che, questa volta, la distruzione indotta dei Redditi da lavoro è destinata anche a colpire i Redditi Autonomi e Professionali. La grande Alleanza diviene evidente. PERCHE' TUTTO IL LAVORO OGGI APPARE SOTTO ATTACCO DELLA RENDITA.
Queste riflessioni, risultano forse opportune che le faccia anche la Sinistra di Progresso, in una grande alleanza oggi Borghese senza vergogne e reticenze sul Lavoro ed i suoi Redditi equi.
Che guardi a viso aperto senza prevenzione, ma anche senza reticenze, anche la IMMIGRAZIONE.
Che non può risultare illimitata e senza controllo sempre e solo ancora a danno del connazionale. Che oltretutto intanto per beffa soccombe anche di tasse da disoccupato.
Che si occupi anche del ritorno, assieme alla Produttività e Concorrenzialità, del Salario e Reddito equo da lavoro. Per tutti.
Non dimentichiamo che Mario Draghi si insediò in Banca Italia esordendo su tutta la informazione nazionale: L'ITALIA HA UN SERIO PROBLEMA SALARIALE.
E che lo stesso Draghi risulta ci lasciva per la BCE ribadendo: L'ITALIA HA BISOGNO DI UN MIGLIORAMENTO SALARIALE.
E come si fa in Recessione, e senza soldi, dicono?
Si fa, per primo e subito, detassando in modo forte, e mirato, lavoro e Impresa e anche di costi del lavoro.
E TAGLIANDO, CONTEMPORANEAMENTE, PER FINANZIARLO IN PAREGGIO, COSTI INUTILI EQUIVALENTI, SPRECHI E CORRUZIONE; E TUTTO QUELLO CHE NON SERVE. Mentre si innova il Fisco allo stesso tempo e fin nella radice.
Pare forse bene saperlo.
Nei prossimi mesi, la Rendita parassitaria italiana, assistita dall'attuale Ue, farà il suo sforzo decisivo per inghiottirsi definitivamente l'Italia CHE PRODUCE E LAVORA.
Agli altri, Uomini, Donne, Giovani, prestatori e datori di lavoro onesto, e di cui anche vivere, sembra spettare il compito di delineare il grande contenimento democratico e non violento possibile e vincente. Per cambiare, tutti, in meglio. NELLO SVILUPPO E NEL PAREGGIO DI BILANCIO.
O dopo, mancato chiunque di noi all'appuntamento, ogni rischio per tutti noi, e anche per la Democrazia reale, potrebbe essere stato già aperto.
Perchè la Democrazia, ovunque, non è mai sopravvissuta a lungo alla prepotenza della Sopraffazione incontrastata.
Questo appare allora il tempo giusto di
un grande Movimento Popolare del Lavoro,
che si riprenda in mano il diritto tendenziale al Lavoro equo, conviva con una Finanza ragionevole, Riformi la nazione e la sua conduzione, e ponga in ritirata la Rendita. Italiana e Ue attuale.
Ma anche sul Lavoro pare avvenire un analogo depistaggio mediatico sociale.
Perché oggi, in italia, anche se nessuno pare lo dica, assistiamo a questa incredibile apparente inconguenza.
Col 11% di disoccupazione nazionale, risultano coincidere il 9% di occupazione immigrata.
Un apparente colossale controsenso.
Perché indubbiamente, anche un bimbo delle elementari, solo facendo 11 - 9 = si ritroverebbe dinanzi a -2%
DI DISOCCUPAZIONE NAZIONALE.
Un dato italiano attuale colossale, e che si inserisce forse anche bene nella analoga media Ue potenziale.
Ma perché allora, pare nessuno ci dia peso a questo dato colossale madornale?
vale a dire che, se dessi prevalenza di scelta alla offerta di Lavoro nazionale, mi ritroverei già per questo, in pratica, senza disoccupazione nazionale?
Gli italiani e le italiane non vorrebbero mai fare quei Lavori dei migranti. Ecco di sicuro bella e pronta la risposta generale.
Ma ne siamo sicuri che sia proprio questa la realtà della nazione?
Siamo proprio sicuri che il nostro, tanto per fare un esempio, il nostro sud, e non solo, non alimenterebbe e volentieri pure, anche gran parte della occupazione edile e manovale oggi risultata invece in larghissima appaltata al lavoro extranazionale?
E le collaboratrici domestiche, tanto per restare nel banale, vedono tutte le italiane senza lavoro indifferenti?
PERCHE' ALLORA, pur con tutta la buona volontà dell'accoglienza, ANCORA ADESSO LA GESTIONE NAZIONALE TIENE INTENZIONALMENTE IN DISOCCUPAZIONE IL CONNAZIONALE A FAVORE DEL LAVORO ESTERNO IMMIGRATO TENDENZIALE?
La questione è grande.
Il rischio a sollevarla espone al potenziale linciaggio mediatico quasi istantaneo di discriminazione e pretese superiorità etniche totalmente infondate. Eppure, non si può esitare.
Sono Fratelli e Sorelle, ogni Immigrato che ricerca il pane. Nel Lavoro.
Ma gli Italiani e le Italiane che piangono lo stesso bisogno per far mangiare figli e figlie cosa sono? carne forse da cannone?
E se ne andata anche la chiacchiera amena, quanto infondata, che questo giochino ventennale contro la nazione non ci costi niente. E' costato in realtà, dati ufficiali alla mano, 30 miliardi di euro in quattro anni di ammortizzatori sociali quasi tutti alla disoccupazione nazionale!
In pratica, l'aggressione alla occupazione nazionale è costata, sino ad ora: più o meno l'equivalente della intera <manovra Monti> recessiva attuale!
Ed è costata quanto una forte detassazione a Impresa e Lavoro.
Perché allora accade, questo non senso di non voler andare a vedere, concretamente, quale sia la vera percentuale di lavoro rifiutato dalla occupazione nazionale?
Temo occorra cercare di fare alfine chiarezza, sopra questa scelta ventennale che ha caratterizzato la nostra recente storia nazionale.
E di farlo, SENZA TIMORI, dal lato del Progresso e della Condivisione; senza lasciarla in alcun modo appannaggio della Discriminazione.
Perché la Immigrazione è utile, opportuna, è benvenuta: MA QUANDO E DOVE MANCA LAVORO NAZIONALE.
Cosa è veramente accaduto, al Lavoro nazionale, con l'ingresso in Euro?
Sono risultati più che dimezzati, tramite una volontaria svalutazione interna, assieme a tutti i redditi fissi, i Redditi da occupazione: in altre parole, prima prendevi un milione, adesso quei mille euro si chiamano in realtà 500/600 mila vecchie lire.
Perchè? e perchè nessuno ne ha mai parlato e parla?
L'Italia, entrando in Euro, avrebbe dovuto effettuare una grande politica di innovazione ed investimenti industriali e di prodotto, per restare competitiva. NON LO HA FATTO.
La sua classe politica dirigente si è prestata ad assicurare alla Industria italiana un decennio di competitività ricavato pressochè esclusivamente dalla distruzione precedente del salario.
Ed il migrante esterno illimitato ha permesso di trovare manodopera illimitata, a qualsiasi prezzo, ed a impedire qualsiasi agitazione salariale sindacale. Chi sciopera quando ogni ora ti sbarcano concorrenti pronti a qualsivolglia prezzo di assunzione? ed infatti, il ventennio appena trascorso, si è caratterizzato dalla pressoché totale assenza di Scioperi salariali pur in presenza della più pesante demolizione di redditi da lavoro dell'intero dopoguerra italiano.
Peraltro, il migrante extranazionale, non è che sia affatto uno sciocco. Egli accetta tendenzialmente ogni salario, perchè dispone, a differenza del lavoratore nazionale, del grande <moltiplicatore> valutario. A casa sua, mille euro valgono alcuni anni di retribuzione media.
si sacrifica, come i nostri italiani del secolo scorso. Ma ogni risparmio, a casa loro, nella loro valuta, ne fa un potenziale benestante.
Ma quella corsa, anomala, ed economicamente drogata, non era illimitata. IL VANTAGGIO, E' INFATTI da tempo TERMINATO.
Come logico, del resto. Perché, nell'intervallo offerto, tutti i ricavi aziendali risultano, intanto, essere andati pressoché tutti ad utili privati e speculativi.
Niente investimenti, niente Innovazione, soatanziale affamamento retributivo salariale: uguale incapacità di competere e di esportare. UGUALE NAZIONE CHE NON CRESCE.
I governi di destra dell'ultimo Berlusconi - detti governi populisti nel senso che amavano essere <amati> anche mentre impoverivano ulteriormente la nazione - hanno provato a conciliare l'inconciliabile: tante tasse, ma anche tanta cassa integrazione; tanta corruzione endemica, ma anche tante caste e mini caste di privilegio medi e piccoli; niente fisco equo, ma anche tanto nero popolare.
LA RICETTA CERTA PER LO SFASCIO GENERALE.
E arriva infatti, alfine, la esplosione dello SPREAD.
Che in fondo, aveva ed ha ragione: una nazione che non cresce, e che ha un debito colossale, è solo da evitare.
A quel punto, la Destra <morbida> cede il potere Formale alla Destra e basta. Senza aggettivi.
E questa, risulta si chiama MONTI, oggi.
E questa Destra, fa il suo Mestiere.
Mette in ordine il circolante con una marea di tasse. E va bene. Anche se si fa per dire.
Ma piomba anche il Paese in VOLUTA RECESSIONE GRAVE.
Un caso disgraziato di studi mal applicati?
Appare invece trattarsi della medesima Lucida ricetta precedente dell'ultimo ventennio.
L'Italia attuale risulta fuori mercato? non esporta la sua industria medio grande risultata largamente decotta e superata?
Come la rilanciamo, allora, senza toglierle alcun privilegio, rendite, e potere esistente?
E' evidente. Come è stata rilanciata all'ingresso in Euro. Con un enorme taglio ai redditi fissi e salariali attuali. Si, di quegli stessi già tagliati un tempo.
Ma, OGGI, non abbiamo un nuovo ingresso in Euro, con conseguente cambio da sfruttare... COME SI PUO' FARE?
Evocando una grande SVALUTAZIONE INTERNA CHE TROVI I REDDITI FISSI E SALARIALI SENZA ALCUNA PROTEZIONE.
E questa operazione si chiama infatti Recessione. Dove, infatti, prevedono di mantenerci per due o tre anni. Quanto serve, appunto.
Lo svela, del resto, l'abolizione della Indicizzazione sulle pensioni già attuata.
Se non prevedi un'Inflazione e pure alta, non hai infatti bisogno di togliere le indicizzazioni alle pensioni esistenti. Quelle stesse pensioni, non più rivalutate, tra due anni varranno infatti almeno un Terzo di meno dall'oggi?
Lo svela, la prossima cancellazione sostanziale degli ammortizzatori sociali in cantiere.
Se non prevedi una disoccupazione ancora più alta nazionale, non ti preoccupi certo come prima cosa di tagliare gli Ammortizzatori, ma di creare piuttosto Occupazione nuova. Che già ti toglierebbe i costi degli Ammortizzatori attuali.
Lo svela, il misterioso Art. 18.
Se non precedi un grande via vai aziendale di occupat,i che calmieri e precluda anche ogni eventuale resistenza salariale, non vai certo ad occuparti prioritariamente della Licenziabilità entro una cupa Recessione nazionale.
ED ECCO ADESSO, IL LAVORO ESTERNO, RISULTARE PREVISTO ANCORA DI MASSA A DANNO ULTERIORE DEL LAVORO NAZIONALE.
Lo svela, risulta, la curiosa circostanza che, mentre il connazionale viene massacrato di tasse e balzelli, contemporaneamente, questo stesso governo, a tutto apparso indifferente, si <commuove> dell'entità della <tassa> di immissione dell'immigrato extranazionale.
Che senso ha? mentre si tassa, senza alcun rimorso, in modo ignobile, la prima casa del bambino o della vecchietta come fosse rendita? sapendo bene di indurre molti di quei connazionali, in quel modo anche, alla fame?
Prima che esplodesse questa ultima grande crisi nazionale, la informazione nazionale, anche la più autorevole, pubblicava senza reticenze che all'Italia sarebbero serviti, a breve, non meno di 15 milioni di immigranti. Forse venti.
Ed avevano ragione, se non cambia niente.
I conti, sono infatti, presto fatti.
La natalità italiana e stata fatta scomparire da anni: siamo a saldo negativo.
Vale a dire che, così restando le cose, caliamo anno per anno, come popolazione. E, proiettato a vent'anni invariato, questo Paese di vecchi in via di decesso, si ritroverebbe con 40/45 milioni di abitanti. più o meno, come al tempo del Fascismo.
Ma, anche, senza forza lavoro interna idonea da sfruttare, sufficiente.
Cambiare una nazione, cambiare la sua popolazione prevalente: PERCHE' NON CAMBI NIENTE. Alla Casta sociale economica vigente. Che, è bene saperlo, rappresenta poco più del 10% della popolazione attuale. Quel medesimo 10% che già infatti detiene il 50% della ricchezza nazionale. E, in prevalenza, beneficiata anche esentasse.
E la sinistra, cosa c'entra al governo in tutto questo Progetto risultato anche ben avanzato d'attuazione?
NIENTE. MENO DI NIENTE.
E scoprirà a breve, che non è stata prevista più neppure da gestore eventuale supplente. Serve solo ora che accompagni, possibilmente, la reazione più flebili e meglio inconsistente, allo scardinamento ulteriore dei redditi fissi e da Lavoro.
Ma con la particolare circostanza che, questa volta, la distruzione indotta dei Redditi da lavoro è destinata anche a colpire i Redditi Autonomi e Professionali. La grande Alleanza diviene evidente. PERCHE' TUTTO IL LAVORO OGGI APPARE SOTTO ATTACCO DELLA RENDITA.
Queste riflessioni, risultano forse opportune che le faccia anche la Sinistra di Progresso, in una grande alleanza oggi Borghese senza vergogne e reticenze sul Lavoro ed i suoi Redditi equi.
Che guardi a viso aperto senza prevenzione, ma anche senza reticenze, anche la IMMIGRAZIONE.
Che non può risultare illimitata e senza controllo sempre e solo ancora a danno del connazionale. Che oltretutto intanto per beffa soccombe anche di tasse da disoccupato.
Che si occupi anche del ritorno, assieme alla Produttività e Concorrenzialità, del Salario e Reddito equo da lavoro. Per tutti.
Non dimentichiamo che Mario Draghi si insediò in Banca Italia esordendo su tutta la informazione nazionale: L'ITALIA HA UN SERIO PROBLEMA SALARIALE.
E che lo stesso Draghi risulta ci lasciva per la BCE ribadendo: L'ITALIA HA BISOGNO DI UN MIGLIORAMENTO SALARIALE.
E come si fa in Recessione, e senza soldi, dicono?
Si fa, per primo e subito, detassando in modo forte, e mirato, lavoro e Impresa e anche di costi del lavoro.
E TAGLIANDO, CONTEMPORANEAMENTE, PER FINANZIARLO IN PAREGGIO, COSTI INUTILI EQUIVALENTI, SPRECHI E CORRUZIONE; E TUTTO QUELLO CHE NON SERVE. Mentre si innova il Fisco allo stesso tempo e fin nella radice.
Pare forse bene saperlo.
Nei prossimi mesi, la Rendita parassitaria italiana, assistita dall'attuale Ue, farà il suo sforzo decisivo per inghiottirsi definitivamente l'Italia CHE PRODUCE E LAVORA.
Agli altri, Uomini, Donne, Giovani, prestatori e datori di lavoro onesto, e di cui anche vivere, sembra spettare il compito di delineare il grande contenimento democratico e non violento possibile e vincente. Per cambiare, tutti, in meglio. NELLO SVILUPPO E NEL PAREGGIO DI BILANCIO.
O dopo, mancato chiunque di noi all'appuntamento, ogni rischio per tutti noi, e anche per la Democrazia reale, potrebbe essere stato già aperto.
Perchè la Democrazia, ovunque, non è mai sopravvissuta a lungo alla prepotenza della Sopraffazione incontrastata.
Questo appare allora il tempo giusto di
un grande Movimento Popolare del Lavoro,
che si riprenda in mano il diritto tendenziale al Lavoro equo, conviva con una Finanza ragionevole, Riformi la nazione e la sua conduzione, e ponga in ritirata la Rendita. Italiana e Ue attuale.
sabato 21 gennaio 2012
Bertolaso al Corriere della Sera sul naufragio Concordia
Mi è capitato oggi 21 gennaio di leggere sul Corriere della Sera, a pag.23, una Lettera di Guido Bertolaso sul naufragio della Costa Concordia.
Senza pretendere minimamente di dire se Guido Bertolaso abbia torto o ragione, mi è apparso un angolo diverso di valutazione di questa drammatica vicenda di sicuro troppo manipolata. E forse, troppo spesso, anche reticente.
E mi é sembrato proprio per questo utile fissarla nel Blog e poterla condividere.
In modo di consentire anche a chi non l'abbia diversamente già letta, intanto di conoscerla. E di farsi una propria opinione anche a questo riguardo.
Non aggiungo alcun altro commento personale e la trascrivo, appunto dal Corriere della Sera del 21 gennaio, pag. 23, e come segue:
Dal Corriere della Sera del 21 gennaio:
"La lettera
<< Una app da due euro
sarebbe bastata
a evitare la tragedia >>
Caro direttore
su questo incredibile disastro si è scritto di tutto. Alcuni aspetti fondamentali, però, sono stati trascurati.
Il primo. Sembra che il passare vicino alla costa fosse un'abitudine, non un caso eccezionale, per questa e forse per altre navi di quelle caratteristiche e di quella stazza. Una notizia del genere rappresenta una denuncia ben più pesante delle accuse rivolte allo sprovveduto comandante della Costa. Chi sono, quanti sono, dove sono coloro che sapevano di queste insane abitudini e non hanno detto nulla, non hanno preso provvedimenti, non hanno reagito richiamando i comandanti delle navi a regole di condotta sensate? Serviva un decreto legge per impedire gli <inchini>?
Il secondo. Conosciamo il rischio potenziale, per le vite umane e per l'ambiente, che può venire da un disastro di mare. Abbiamo un sistema di controllo del cielo, molto meno frequentato del mare, che ci consente di seguire ogni aereo, anche il più piccolo, in ogni sua mossa. Con le navi, come siamo messi? possibile che un tratto di mare così trafficato come quello toscano sia attraversato da mezzi navali che nessuno segue, che nessuno monitora, anche enormi come la nave affondata al Giglio? Se il comandante fosse stato ai comandi di un aereo da turismo, sarebbe stato inseguito prima del disastro, non dopo, dalla voce di chi lo richiamava al rispetto delle norme sul volo. Chi va per mare conosce bene un sistema che oggi usano pure le barche a vela: l'Ais, segnale anticollisione (é disponibile anche sull'iPhone, grazie al programma <<marine trafic>>, costa 2 euro e dà tutte le indicazioni sulle navi in movimento, con rotta e velocità). Perché nessuno ha controllato cosa faceva una nave con 4.000 anime a bordo?
Il terzo. La notizia arriva, i soccorsi si mobilitano, pur nel colpevole ritardo della segnalazione dell'emergenza. La mobilitazione è intensa, attiva, generosa. tanti hanno lavorato per ore e ore, tanti hanno affrontato situazioni difficili, tanti hanno dato prova di eroismo. Ma chi ha coordinato i soccorsi? Chi ha preso in mano la gestione della intera operazione, dall'accoglienza dei supesiti ai rapporti con l'autorità degli altri Paesi, dalla lista dei passeggeri alla ricerca dei dispersi, fino alle misure per la messa in sicurezza dell'ambiente? Chi informa l'opinione pubblica? Nessuno. Per fortuna che il territorio del Giglio è di un Comune che ha la consapevolezza e strutture di Protezione civile all'altezza. Il sindaco ha potuto fare bene e subito. Ma se il disastro fosse avvenuto al largo e non a cento metri dalla costa non sarebbe stato possibile mettere in sinergia competenze e capacità che fanno capo a soggetti molto diversi tra loro. Perché? Perché è stato <commissariato> il Dipartimento della Protezione civile, perché si pensa che non sia indispensabile un effettivo coordinamento e nessuno ritiene più utile metterci la faccia.
A me pare strano che ci siano voluti più di quattro giorni per vedere all'opera gli incursori della Marina militare. Che servisse qualcosa di più della fiamma ossidrica per entrare in certe aree del relitto era cosa da capire subito.
Ma chi era al Giglio per decidere immediatamente, integrando le competenze dei Vigili del fuoco con quelle di altre strutture dello Stato?
Se il problema è che con il Dipartimento di mezzo i vari comandanti, autorità di ogni ordine e grado vengono privati del loro quarto d'ora di celebrità, allora che si trovi una soluzione che preveda all'inizio di ogni emergenza l'estrazione a sorte di un portavoce che cambia ogni tre giorni, per far posto a tutti. Ma non contrabbandiamo l'assenza della Protezione civile come risparmio delle risorse pubbliche speculando su calunnie e accuse false e mai provate finalizzate a delegittimare una realtà orgoglio degli italiani. "
Guido Bertolaso
ex capo della Protezione civile
A margine di quanto sopra trascritto, pur non essendo mai stato un "tifoso dell'ex Capo della Protezione civile", posso solo annotare che appare un vero peccato il fatto che accadimenti incresciosi abbiano privato l'Italia del contributo dell'intelligenza franca e delle capacità operative di Guido Bertolaso.
lunedì 26 dicembre 2011
Le chiavi di Havel
Alcuni giorni fa, come forse sarà capitato a tanti, mi sono imbattuto nella notizia della scomparsa e commemorazione di Havel.
Era stato uno scrittore e divenne Presidente del suo paese, allora la Cecoslovacchia, quando crollò il Muro tra Est ed Ovest.
La partecipazione non solo di tanti statisti internazionali - ma del suo popolo - a commemorare lo scomparso, consentiva di vedere come i Cechi fossero ancora oggi profondamente legati a quell'uomo deciso, ma non violento, che aveva guidato i suoi connazionali - pacificamente - in un percorso verso la democrazia effettiva. E in un modo risultato anche così diverso da tanti altri paesi ex comunisti.
NON ERA INFATTI STATA LA NOMENCLATURA EX COMUNISTA A RICICLARSI NEL NUOVO ASSETTO DEMOCRATICO CECOSLOVACCO.
Ma erano state le Forze Nuove ad accompagnare il concreto passaggio democratico e non violento.
Ma il popolo Ceco, nel commemorare il suo Havel appena scomparso, agitava ancora nell'aria, dalle mani dei tantissimi presenti, DELLE CHIAVI.
PERCHE' quel gesto simbolico anche nell'ultimo saluto?
Quando cadde il Regime comunista anche in Cecoslovacchia, i Notabili del travolto regime, accarezzarono anche essi l'eventualità di riciclarsi. E di conservare in questo modo il Potere.
Ma la allora intera Cecoslovacchia, guidata da Havel, fece miseramente crollare quel sogno di eternità di ruoli e di poteri politici di molti loro connazionali.
COME?
Il Movimento guidato da Havel, detto anche per questo delle CHIAVI, riempì le piazze di connazionali, di ogni età e sesso, che agitavano, nella più assoluta non violenza, migliaia, milioni di mani che tenevano ben in vista delle CHIAVI.
E le agitavano nell'aria senza posa - nel loro tintinnare - dinanzi ai Palazzi del loro Potere crollato, ma che non se ne voleva ancora andare.
INTENDEVANO CON QUEL GESTO SIMBOLICO, FATTO PROPRIO DA UNA INTERA NAZIONE NON VIOLENTA, CHE I BRONTOSAURI COINVOLTI NEL PASSATO REGIME SE NE ANDASSERO A CASA LORO SENZA INDUGI.
E così accadde. La giovane democrazia europea allora Cecoslovacca, non riciclò i suoi già potenti, ma li convinse, a furor di popolo, di ANDARSENE TUTTI A CASA. SENZA ULTERIORI INDUGI.
Perché, il loro Tempo, e la pazienza del loro popolo, era finita. Ed HAVEL DIVENNE IL LORO PRESIDENTE.
In Italia non abbiamo un Regime exComunista da sloggiare.
Ma abbiamo indubbiamente, dei Gerontocrati del Potere, i nostri Brontosauri Politici e non solo, i quali erano lì non solo quando crollò il "Muro"; ma in molti erano già lì addirittura quando il Muro fu alzato.
E SONO ANCORA LI.
Provandole tutte, pur di non andarsene, civilmente, democraticamente, a CASA. Anche loro.
Pur di riuscirci hanno infatti falsato il vero esito del voto, col premio; poi si sono portati via la Preferenza forse per sentirsi ancora più tranquilli ma rendendo in pratica inutile il voto privato così del suo maggior potere e diritto; e da ultimo, spacciando come pericoloso il voto a suffragio universale, hanno appaltato la gestione visibile di propri potentati a Commissari. Che solo da impudenti totali potevano chiamare "Salva Italia" .
E, se non fosse anche per noi il tempo delle "CHIAVI"?
Da agitare, e fare tintinnare in tanti, nelle piazze, dinanzi ai luoghi di potere italiani anche istituzionali, RIGOROSAMENTE NON VIOLENTI, ma a dire inequivocabilmente a chi debba comprendere: ANDATEVENE A CASA.
E per l'unica bastante ragione che il Tempo delle loro Politiche è già finito. E la intera nazione italiana oggi abbia bisogno di altro.
Facciamoci sopra magari un pensiero. Tutti noi. Mentre anche la pausa festiva aiuta a ragionare.
Quello che è certo, è che da soli non se ne andranno mai. Già programmano infatti come si ricicleranno dopo il trucco degli attuali "Commissari". Già si contendono il come con gli stessi "loro" Commissari.
Non so.
So solo che, qualunque popolo ha voluto togliersi di dosso una Casta che non ne voleva sapere di potersi finalmente pensionare, ci ha sempre dovuto mettere la faccia attivamente a far cambiare idea ai ritardatari. E metterci anche le mani. Anche se rigorosamente democratiche e non violente.
Se ci piace l'Italia così, non occorre far niente: fanno infatti già tutto da soli e senza nostra democrazia reale.
Se desideriamo invece una stagione nuova per l'Italia, come dopo una "guerra" persa malamente, e quando è venuta l'ora di ricostruire tutti assieme, ALLORA TEMO CHE DOVREMO PRIMA O POI NOI TUTTI METTERCI LE MANI.
E perché non con " LE CHIAVI"?
Da agitarsi tutti assieme, dinanzi a templi immutabili dei nostri Poteri.
CON LO STESSO MESSAGGIO già DEI CECHI con Havel.
BUONE FESTE A TUTTI, per un nuovo anno.
Che non ci consentirà comunque a lungo, a tutti noi, di restare a guardare.
Senza dover prendere posizione apertamente, qualunque sarà la nostra scelta, democraticamente e sempre NON VIOLENTI.
BUON ANNO A TUTTI.
Era stato uno scrittore e divenne Presidente del suo paese, allora la Cecoslovacchia, quando crollò il Muro tra Est ed Ovest.
La partecipazione non solo di tanti statisti internazionali - ma del suo popolo - a commemorare lo scomparso, consentiva di vedere come i Cechi fossero ancora oggi profondamente legati a quell'uomo deciso, ma non violento, che aveva guidato i suoi connazionali - pacificamente - in un percorso verso la democrazia effettiva. E in un modo risultato anche così diverso da tanti altri paesi ex comunisti.
NON ERA INFATTI STATA LA NOMENCLATURA EX COMUNISTA A RICICLARSI NEL NUOVO ASSETTO DEMOCRATICO CECOSLOVACCO.
Ma erano state le Forze Nuove ad accompagnare il concreto passaggio democratico e non violento.
Ma il popolo Ceco, nel commemorare il suo Havel appena scomparso, agitava ancora nell'aria, dalle mani dei tantissimi presenti, DELLE CHIAVI.
PERCHE' quel gesto simbolico anche nell'ultimo saluto?
Quando cadde il Regime comunista anche in Cecoslovacchia, i Notabili del travolto regime, accarezzarono anche essi l'eventualità di riciclarsi. E di conservare in questo modo il Potere.
Ma la allora intera Cecoslovacchia, guidata da Havel, fece miseramente crollare quel sogno di eternità di ruoli e di poteri politici di molti loro connazionali.
COME?
Il Movimento guidato da Havel, detto anche per questo delle CHIAVI, riempì le piazze di connazionali, di ogni età e sesso, che agitavano, nella più assoluta non violenza, migliaia, milioni di mani che tenevano ben in vista delle CHIAVI.
E le agitavano nell'aria senza posa - nel loro tintinnare - dinanzi ai Palazzi del loro Potere crollato, ma che non se ne voleva ancora andare.
INTENDEVANO CON QUEL GESTO SIMBOLICO, FATTO PROPRIO DA UNA INTERA NAZIONE NON VIOLENTA, CHE I BRONTOSAURI COINVOLTI NEL PASSATO REGIME SE NE ANDASSERO A CASA LORO SENZA INDUGI.
E così accadde. La giovane democrazia europea allora Cecoslovacca, non riciclò i suoi già potenti, ma li convinse, a furor di popolo, di ANDARSENE TUTTI A CASA. SENZA ULTERIORI INDUGI.
Perché, il loro Tempo, e la pazienza del loro popolo, era finita. Ed HAVEL DIVENNE IL LORO PRESIDENTE.
In Italia non abbiamo un Regime exComunista da sloggiare.
Ma abbiamo indubbiamente, dei Gerontocrati del Potere, i nostri Brontosauri Politici e non solo, i quali erano lì non solo quando crollò il "Muro"; ma in molti erano già lì addirittura quando il Muro fu alzato.
E SONO ANCORA LI.
Provandole tutte, pur di non andarsene, civilmente, democraticamente, a CASA. Anche loro.
Pur di riuscirci hanno infatti falsato il vero esito del voto, col premio; poi si sono portati via la Preferenza forse per sentirsi ancora più tranquilli ma rendendo in pratica inutile il voto privato così del suo maggior potere e diritto; e da ultimo, spacciando come pericoloso il voto a suffragio universale, hanno appaltato la gestione visibile di propri potentati a Commissari. Che solo da impudenti totali potevano chiamare "Salva Italia" .
E, se non fosse anche per noi il tempo delle "CHIAVI"?
Da agitare, e fare tintinnare in tanti, nelle piazze, dinanzi ai luoghi di potere italiani anche istituzionali, RIGOROSAMENTE NON VIOLENTI, ma a dire inequivocabilmente a chi debba comprendere: ANDATEVENE A CASA.
E per l'unica bastante ragione che il Tempo delle loro Politiche è già finito. E la intera nazione italiana oggi abbia bisogno di altro.
Facciamoci sopra magari un pensiero. Tutti noi. Mentre anche la pausa festiva aiuta a ragionare.
Quello che è certo, è che da soli non se ne andranno mai. Già programmano infatti come si ricicleranno dopo il trucco degli attuali "Commissari". Già si contendono il come con gli stessi "loro" Commissari.
Non so.
So solo che, qualunque popolo ha voluto togliersi di dosso una Casta che non ne voleva sapere di potersi finalmente pensionare, ci ha sempre dovuto mettere la faccia attivamente a far cambiare idea ai ritardatari. E metterci anche le mani. Anche se rigorosamente democratiche e non violente.
Se ci piace l'Italia così, non occorre far niente: fanno infatti già tutto da soli e senza nostra democrazia reale.
Se desideriamo invece una stagione nuova per l'Italia, come dopo una "guerra" persa malamente, e quando è venuta l'ora di ricostruire tutti assieme, ALLORA TEMO CHE DOVREMO PRIMA O POI NOI TUTTI METTERCI LE MANI.
E perché non con " LE CHIAVI"?
Da agitarsi tutti assieme, dinanzi a templi immutabili dei nostri Poteri.
CON LO STESSO MESSAGGIO già DEI CECHI con Havel.
BUONE FESTE A TUTTI, per un nuovo anno.
Che non ci consentirà comunque a lungo, a tutti noi, di restare a guardare.
Senza dover prendere posizione apertamente, qualunque sarà la nostra scelta, democraticamente e sempre NON VIOLENTI.
BUON ANNO A TUTTI.
lunedì 12 dicembre 2011
Il Terzo Stato
L'<Antico Regime>
questa definizione di un'epoca storica socio economica europea, che andava più o meno dal 1500 al 1700, fu usata per la prima volta dai rivoluzionari francesi. Per indicare quegli assetti socio economici che essi volevano cambiare.
L'<antico Regime> che governava i più grandi Stati nazionali Europei di allora, aveva un sovrano. Detto Assoluto, perché faceva il bello ed il cattivo tempo a propria discrezione ai sudditi senza alcun loro controllo. Gli abitanti di quegli Stati non erano cittadini come noi li intendiamo, ma appunto sudditi. Perché potevano solo ubbidire.
La Società europea, allora, sotto di lui, il Sovrano, era divisa in Ordini, o Stati. Molto, ma molto simili alle Caste Indù; vi si entrava per nascita e vi si fuoriusciva molto ma molto di rado.
Gli Ordini erano:
Nobili: vi si entrava per nascita, e vivevano di rendita; erano esenti da leggi e da fisco, e consideravano il lavoro una vergogna, perché vivevano del loro saccheggio interno di altri.
Alto Clero: come sopra, allora.
Terzo Stato: il più numeroso, eppure senza diritti e che manteneva col suo lavoro e la ricchezza prodotta tutti gli altri tramite le tante tasse e balzelli che subiva.
Il Terzo Stato era composto dalla Borghesia (così chiamata perché abitava appunto i Borghi delle città, dove erano i loro laboratori artigiani e magazzini) , cioè tutti coloro che producevano tramite attività, botteghe, commerci, professioni; Contadini; e la nascente manodopera Dipendente. Tutto questo era quasi il 90% della popolazione in quegli allora Stati europei come Francia ed Inghilterra. Ma ogni potere e diritto era di quel 10% che se li era messi sotto i piedi.
CI DICE NIENTE?
Poi, in Inghilterra per prima, e poi in Francia, il loro rispettivo Terzo Stato, quello dei senza diritti e che però manteneva tutti, si allearono tra loro; e sbancarono non senza qualche <dissenso> dei deposti, e dure lotte, il loro rispettivo MONARCA. Instaurando su quegli stessi Paesi, Inghilterra per prima, e poi Francia, la supremazia, anche sul Re e la Nobiltà, del Parlamento democraticamente eletto.
E siamo all'oggi.
Perché a Democrazia Parlamentare, esercitata tramite le scelte del libero voto personale, se lo sono dati, e offerti poi a tutti nel tempo, il Terzo Stato produttivo di ogni nazione europea. Sottraendo agli Oligarchi di allora l'esclusiva del potere, del fisco, e del diritto sull'altrui stessa esistenza.
CI RISIAMO?
Il sospetto almeno qui in Europa, é grande.
Visto anche l'assalto in corso alla Democrazia reale ed effettiva, visto il saccheggio di ogni bene e di chi produce effettuato col fisco dai nuovi potenti esenti. Visto l'enorme spostamento di ricchezza che queste scelte producono. In Italia, oggi, il 10% della popolazione detiene circa il 47% circa dell'intera ricchezza nazionale. E già si convive con grandi aree di nuovi indigenti.
Ciascuno tragga le proprie conclusioni.
Giova forse tenere a mente che la Democrazia, inteso come Sistema di Scelte Collettive affidato alla maggioranza della popolazione che le esprime tramite il suo voto, ricompare in Europa, a governare gli Stati, dopo oltre 2000 anni in cui non fu più possibile esercitarlo al popolo.
Perché scomparve per tanto tempo la democrazia del voto come forma delle scelte di governo, e perché oggi è ricomparsa in così tante aree del mondo?
La scelta del modo di governo di una nazione non risulta affatto casuale. Ma discende in via diretta dalle scelte economiche e sociali che vi dominano al suo interno.
Vale a dire che un Sistema Democratico a scelta elettorale universale funziona soltanto se la distribuzione della ricchezza entro quella nazione è sufficientemente diffusa. E se la speranza di benessere è altrettanto diffusa. In questo caso, le scelte alternative effettuate con il voto, finiscono comunque per rappresentare e tutelare l'interesse largamente prevalente.
Ma se scelgo di concentrare l'intera ricchezza della nazione in un numero sempre più ristretto di mani, lasciando nella inadeguatezza e persino miseria fasce sempre più larghe e numerose di nazione - alla quale medesima parte poi chiedo anche di mantenere la minoranza degli unici beneficiati - va da se che non posso più affidarmi alle decisioni collettive elettorali. Perché quelle altrui decisioni che sono largamente maggioranza, finirebbero per premiare la redistribuzione di ricchezza. Ostacolandone, o impedendone persino, l'accentramento in favore di pochi.
Dunque, un Sistema di ricchezza sempre più concentrata, prima o poi si troverà a fare i conti con la sua sconfitta. O con la archiviazione della democrazia a favore di Sistemi più ristretti ed autoritari di governo.
La società <borghese> sorta dalle rivoluzioni inglese e francese aveva naturale la scelta di governo elettorale e la democrazia: perché viveva di una ragionevole distribuzione della ricchezza. E di una crescente aspettativa di miglioramento collettivo.
La Società dei Nuovi Oligarchi, unici beneficiari delle Rendite, non può coabitare a lungo con la Democrazia.
Ecco perché l'Europa attuale Ue opera con Strutture senza democrazia. Ecco perché l'Italia ha fatto enormi regressi in questo ultimo ventennio nell'esercizio effettivo della Democrazia. Perché sono entrambi Sistemi che hanno favorito e agevolato la concentrazione crescente della ricchezza collettiva in poche mani.
Il processo prevede di incontrare un suo punto critico di non ritorno sia Comunitario che Italiano. O il processo di indebolimento della democrazia si inverte e le scelte elettorali collettive invertono il ciclo attuale delle scelte economiche e sociali.
O le scelte economiche e sociali attuali valicheranno - a breve - il confine <oltre la democrazia> per potersi consolidare definitivamente.
Credo che, in questo tempo, ci siamo proprio dentro: l'una possibilità, o l'altra del <non ritorno>.
questa definizione di un'epoca storica socio economica europea, che andava più o meno dal 1500 al 1700, fu usata per la prima volta dai rivoluzionari francesi. Per indicare quegli assetti socio economici che essi volevano cambiare.
L'<antico Regime> che governava i più grandi Stati nazionali Europei di allora, aveva un sovrano. Detto Assoluto, perché faceva il bello ed il cattivo tempo a propria discrezione ai sudditi senza alcun loro controllo. Gli abitanti di quegli Stati non erano cittadini come noi li intendiamo, ma appunto sudditi. Perché potevano solo ubbidire.
La Società europea, allora, sotto di lui, il Sovrano, era divisa in Ordini, o Stati. Molto, ma molto simili alle Caste Indù; vi si entrava per nascita e vi si fuoriusciva molto ma molto di rado.
Gli Ordini erano:
Nobili: vi si entrava per nascita, e vivevano di rendita; erano esenti da leggi e da fisco, e consideravano il lavoro una vergogna, perché vivevano del loro saccheggio interno di altri.
Alto Clero: come sopra, allora.
Terzo Stato: il più numeroso, eppure senza diritti e che manteneva col suo lavoro e la ricchezza prodotta tutti gli altri tramite le tante tasse e balzelli che subiva.
Il Terzo Stato era composto dalla Borghesia (così chiamata perché abitava appunto i Borghi delle città, dove erano i loro laboratori artigiani e magazzini) , cioè tutti coloro che producevano tramite attività, botteghe, commerci, professioni; Contadini; e la nascente manodopera Dipendente. Tutto questo era quasi il 90% della popolazione in quegli allora Stati europei come Francia ed Inghilterra. Ma ogni potere e diritto era di quel 10% che se li era messi sotto i piedi.
CI DICE NIENTE?
Poi, in Inghilterra per prima, e poi in Francia, il loro rispettivo Terzo Stato, quello dei senza diritti e che però manteneva tutti, si allearono tra loro; e sbancarono non senza qualche <dissenso> dei deposti, e dure lotte, il loro rispettivo MONARCA. Instaurando su quegli stessi Paesi, Inghilterra per prima, e poi Francia, la supremazia, anche sul Re e la Nobiltà, del Parlamento democraticamente eletto.
E siamo all'oggi.
Perché a Democrazia Parlamentare, esercitata tramite le scelte del libero voto personale, se lo sono dati, e offerti poi a tutti nel tempo, il Terzo Stato produttivo di ogni nazione europea. Sottraendo agli Oligarchi di allora l'esclusiva del potere, del fisco, e del diritto sull'altrui stessa esistenza.
CI RISIAMO?
Il sospetto almeno qui in Europa, é grande.
Visto anche l'assalto in corso alla Democrazia reale ed effettiva, visto il saccheggio di ogni bene e di chi produce effettuato col fisco dai nuovi potenti esenti. Visto l'enorme spostamento di ricchezza che queste scelte producono. In Italia, oggi, il 10% della popolazione detiene circa il 47% circa dell'intera ricchezza nazionale. E già si convive con grandi aree di nuovi indigenti.
Ciascuno tragga le proprie conclusioni.
Giova forse tenere a mente che la Democrazia, inteso come Sistema di Scelte Collettive affidato alla maggioranza della popolazione che le esprime tramite il suo voto, ricompare in Europa, a governare gli Stati, dopo oltre 2000 anni in cui non fu più possibile esercitarlo al popolo.
Perché scomparve per tanto tempo la democrazia del voto come forma delle scelte di governo, e perché oggi è ricomparsa in così tante aree del mondo?
La scelta del modo di governo di una nazione non risulta affatto casuale. Ma discende in via diretta dalle scelte economiche e sociali che vi dominano al suo interno.
Vale a dire che un Sistema Democratico a scelta elettorale universale funziona soltanto se la distribuzione della ricchezza entro quella nazione è sufficientemente diffusa. E se la speranza di benessere è altrettanto diffusa. In questo caso, le scelte alternative effettuate con il voto, finiscono comunque per rappresentare e tutelare l'interesse largamente prevalente.
Ma se scelgo di concentrare l'intera ricchezza della nazione in un numero sempre più ristretto di mani, lasciando nella inadeguatezza e persino miseria fasce sempre più larghe e numerose di nazione - alla quale medesima parte poi chiedo anche di mantenere la minoranza degli unici beneficiati - va da se che non posso più affidarmi alle decisioni collettive elettorali. Perché quelle altrui decisioni che sono largamente maggioranza, finirebbero per premiare la redistribuzione di ricchezza. Ostacolandone, o impedendone persino, l'accentramento in favore di pochi.
Dunque, un Sistema di ricchezza sempre più concentrata, prima o poi si troverà a fare i conti con la sua sconfitta. O con la archiviazione della democrazia a favore di Sistemi più ristretti ed autoritari di governo.
La società <borghese> sorta dalle rivoluzioni inglese e francese aveva naturale la scelta di governo elettorale e la democrazia: perché viveva di una ragionevole distribuzione della ricchezza. E di una crescente aspettativa di miglioramento collettivo.
La Società dei Nuovi Oligarchi, unici beneficiari delle Rendite, non può coabitare a lungo con la Democrazia.
Ecco perché l'Europa attuale Ue opera con Strutture senza democrazia. Ecco perché l'Italia ha fatto enormi regressi in questo ultimo ventennio nell'esercizio effettivo della Democrazia. Perché sono entrambi Sistemi che hanno favorito e agevolato la concentrazione crescente della ricchezza collettiva in poche mani.
Il processo prevede di incontrare un suo punto critico di non ritorno sia Comunitario che Italiano. O il processo di indebolimento della democrazia si inverte e le scelte elettorali collettive invertono il ciclo attuale delle scelte economiche e sociali.
O le scelte economiche e sociali attuali valicheranno - a breve - il confine <oltre la democrazia> per potersi consolidare definitivamente.
Credo che, in questo tempo, ci siamo proprio dentro: l'una possibilità, o l'altra del <non ritorno>.
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