mi sono trovato oggi a leggere un interessante articolo di Concita De Gregorio su Repubblica e dal titolo:
La rabbia degli elettori vale 4 milioni di voti
così la sinistra ha perso la classe media
Nell'articolo si documenta che il "trionfo" dei Popolari spagnoli consiste in realtà in un minuscolo incremento e di soli 500 mila voti su circa 24 milioni di elettori; ma molto di più su crollo contemporaneo del Patito socialista che ne ha perduti 4 di milioni di suoi precedenti voti.
Ed è esattamente quello che, osserva l'articolo, voleva l'incessante campagna degli indignados spagnoli: punire il Partito socialista accusato di aver tradito il suo elettorato.
< (...) gli indignati del 15M che solo chi non sa di cosa parla può identificare in un gruppuscolo di giovani ribelli usciti dai recinti dei centri sociali, un irreale abbraccio tra punkabbestia ed estremisti di sinistra rabbiosi, "los indignatos" essendo invece come sa bene chi li ha seguiti ed ascoltati in questi mesi una porzione vastissima della società spagnola: insegnanti, dirigenti d'azienda, piccoli e medi imprenditori e certo, insieme, i loro ex dipendenti oggi disoccupati, i loro studenti, i loro figli. (...).>
ESITO ISTRUTTIVO ASSAI, si potrebbe ben forse dire assieme alla De Gregorio. Anche rispetto a noi.
martedì 22 novembre 2011
mercoledì 16 novembre 2011
la notte della Casta
Sotto la copertura di un appoggio mediatico pressoché totale sta per andare in onda una sospensione del voto, delle preferenze e delle competenze parlamentari e costituzionali italiane. La grande malata europea, la nostra, ma non solo del debito. Quanto anche della concezione paternalista di democrazia.
Che infatti, qui da noi, risulta si può sospendere, piegare, modificare ogni volta a qualcuno serva. Non è la prima volta.
Accadde anche all'ingresso dell'Euro.
E in quella sospensione ci infilarono, i grandi Saggi, una svalutazione clandestina, mai detta, di oltre il 50% nel cambio di passaggio lira/euro. Svalutazione selvaggia del valore di acquisto interno, mai dettoci infatti. E sempre tuttora negata agli utili idioti. Che poi siamo come sempre tutti noi.
E ci associarono, quelli che si permettono le "sospensioni" costituzionali, un ventennio di Monopartito di Programma, chiunque governasse, di incessante aumento delle tasse e di incessanti tagli nei Servizi essenziali.
Ed è li, che il nostro sviluppo si è fermato. In una svalutazione selvaggia clandestina delle retribuzioni e pensioni che passavano in euro. E che si sono ritrovate, dalla sera alla mattina, a valere in capacità d'acquisto la metà di prima.
Adesso, l'invincibile Armada di 16 partiti e schegge di partiti ci riprova.
Alle corde in un paese rivelateglisi ostile, la Casta nostra si arrocca dietro la Foglia di fico di un Professore. Operazione che meglio di tanto altro credo che rappresenti oggi sul Corriere della Sera il vignettista Giannelli il quale vi rappresenta il Commissario col palazzo di Montecitorio sotto braccio.
In nessun paese europeo come nel nostro, dal secondo dopoguerra, nessuno ha mai utilizzato con tanta sicumera la sospensione ripetuta dei diritti costituzionali purché, però, non cambiasse mai veramente niente. Quando rischiamo l'Alternativa vera di Programma, ci commissariano, pare...
Questa anomalia tutta nostra ce l'hanno fatta digerire con lo "zucchero" del Debito Pubblico. Voi, in molti, non pagate niente, però in cambio accettate tutti di non contare quasi niente. Debito pubblico che non a caso, nel ventennio dei risanatori attuali s'è impennato verso i 2 milioni di miliardi odierni da 1850 milioni di primi anni 80. Mentre il pil s'inabissava contemporaneamente in un paese divenuto di tasse senza lavoro. Passando nel suo rapporto Debito/Pil dal 87% circa di fine anni 80 al 120% attuale del paese di bugiardi e dei commissariamenti.
E adesso, cosa vanno a fare una così tanta alleanza ipocrita?
Mette assieme una manciata di auorevoli prestanome proprio quegli stessi partiti che sino ad ora non hanno saputo fare niente per il Bene Comune e per lo Sviluppo equo. Quegli stessi soggetti politici, i quali, tutti assieme, e con autorevoli sponsor, nell'estate-autunno appena trascorso, si sono ingoiati 55 miliardi di tasse nostre in due manovre per non concludere niente.
Si sono complimentati sino ad ora, li uni e gli altri, maggioranza ed opposizione e qualcun altro festante: veloci, bravi ed efficaci come noi ce ne sono pochi. Per venirci a dire oggi, esattamente gli stessi, nascosti dietro a un professore, che c'é stato un piccolo disguido. E che bisogna ricominciare a tassare ed a tagliare. Sempre e solo a noi.
E ci vengono a raccontare che i professori, adesso faranno miracoli. Ma dovendo usare il consenso parlamentare proprio di quegli stessi che si sono appena fumati 55 miliardi nostri pur di non cambiare mai.
I commissari salvacasta, temo, non concluderanno niente neanche adesso. Neanche loro.
Ci restituiranno subito il diritto elettorale costituzionale del voto libero ed uguale con la preferenza e senza premi? non credo, temo resterà ancora commissariato il voto nostro. Taglieranno di due terzi i costi complessivi della politica nazionale che ci pesa di ben oltre 20 miliardi? pare di vederli. A farlo su di sé i beneficiati stessi. Introdurranno reato di competenza d'Antimafia l'associazione a delinquere del finanziamento illecito ai partiti? ma quando mai potranno farlo con i voti dei finanziati abituali dal pizzo? Taglieranno gli oltre 50 mila Enti intermedi Regioni Comuni che risultano ospitare i famigli di partiti senza voto? per adesso dobbiamo constatare che i tagli alla politica si sono risolti con un Senatore in più. Taglieranno del 40% in due anni, da subito, le tasse a lavoro e impresa che ne muore? e alle pensioni, delle quali ne muoiono molti percettori? non credo, perché allora ci facevano votare su un Progetto alternativo vero. Invece scappano a gambe levate, tutti assieme, dal rischio di elezioni vere.
Ma questa volta, temo, la nostra Casta Diva che ci commissaria ogni volta che barcolla, ha un problema vero.
Quando ci commissariò l'ultima volta, lo fece, allora, in favore di un potere grande e vincente: la Finanza europea senza popoli e senza lavoro che però, allora, faceva il bello e cattivo tempo ovunque. Non solo in Italia e in Europa.
Adesso, invece, quelle stesse forze nostre pavide e bugiarde, ci commissariano per mandare al Brennero truppe raccogliticce in aiuto a poteri europei finanziari, quelli dell'euro senza popoli e lavoro, che stanno già perdendo. La loro insensata guerra ventennale contro Lavoro e Sviluppo equo anche europeo. E la nostra casta temo ne condividerà la sorte di perdenti. Nel mondo.
Lo spreed che sale mentre sale Monti ci svela del resto che la malattia nostra di conti sta dentro una malattia ben più grande europea: la sua finanza prepotente senza lavoro, e adesso anche senza soldi veri, credo sia ormai sempre più alle corde.
Atene, Roma, Madrid, Parigi ora, l'una dopo l'altra sotto scacco del debito sovrano gonfiatosi per salvare banche private, mostrano anche a chi non vuol vedere - che il grande alleato carolingio è prossimo anche esso alla sua di resa di conti: e che il malato vero è l'Ue. Più ancora delle sue stese nazioni.
Se così sarà, per un po la gran cassa mediatica italiana coerente, ci dipingerà le sorti splendide dei sospensori di democrazia reale italiana. Ce ne magnificherà le gesta. Lenirà il dolore di tanti militanti dell'Opposizioni parlamentari di trovarsi alleate con un televisore raccontando che però siamo al governo. Poi, se il timore risulterà vero, che il malato vero più grave é l'Ue nel suo attuale intero, rischiamo di ritrovarci tra natale e pasqua con lo spreed anche nostro a continuare a spiccare la corsa verso 600 se non oltre alla faccia dei Commissari e delle garanzie sospese.
Intanto, però, avrà votato la Spagna, la Francia, e forse la Grecia. E comincerà la cura, spero, democratica, popolare europea, alla malata vera: che è la nostra Ue.
A riconciliarla coi suoi popoli e con l'Euro del lavoro equo.
Poi, prima o poi, faranno tornare a votare anche noi. Se non altro, per disperazione impotente.
Allora, presumo, sarà forse bene se ci ricorderemo che, per imboccare un cambiamento alternativo vero italiano, nello sviluppo equo e condiviso, avremo anche bisogno di un Movimento nuovo a rappresentarlo ed attuarlo che non sia più tentato da sospensioni commissariali ma si fidi e rispetti gli elettori, avremo bisogno di certezza di poteri costituzionali ben attribuito che non permetta più a nessuno sospensione di diritti collettivi. Avremo bisogno di riprenderci il futuro nelle nostre singole mani dirette. Come nel 47, in democratica costituente non violenta.
Ci aspetta una lunga traversata, credo, a tutti noi italiani ed italiane normali di buona volontà, e di ogni età, almeno sino a Pasqua; quando il disincanto nostro generale vincerà l'anestetico mediatico a fronte d'evidenza dei fatti, quando il rinnovamento d'Europa sarà andato vanti intanto anche senza noi e lascerà senza protettori antichi i nostri troppi disinvilti commissari.
Intanto ci occuperemo delle nostre piccole, minuscole, sopravvivenza individuali entro la notte dei potenti. Se ci riusciremo.
In bocca al lupo. A tutti noi.
Il conforto è che tutti noi senza casta stiamo camminando nella direzione della storia migliore. Anche europea. Mentre i commissari, e i loro oligarchi nostri perdenti comunque, sono la retroguardia in ritirata.
A presto. In democrazia piena e senza sospensioni di nessuno. Che nessuno ne dispone di un simile potere. In democrazia effettiva senza protettori.
Italia, novembre 20011
Che infatti, qui da noi, risulta si può sospendere, piegare, modificare ogni volta a qualcuno serva. Non è la prima volta.
Accadde anche all'ingresso dell'Euro.
E in quella sospensione ci infilarono, i grandi Saggi, una svalutazione clandestina, mai detta, di oltre il 50% nel cambio di passaggio lira/euro. Svalutazione selvaggia del valore di acquisto interno, mai dettoci infatti. E sempre tuttora negata agli utili idioti. Che poi siamo come sempre tutti noi.
E ci associarono, quelli che si permettono le "sospensioni" costituzionali, un ventennio di Monopartito di Programma, chiunque governasse, di incessante aumento delle tasse e di incessanti tagli nei Servizi essenziali.
Ed è li, che il nostro sviluppo si è fermato. In una svalutazione selvaggia clandestina delle retribuzioni e pensioni che passavano in euro. E che si sono ritrovate, dalla sera alla mattina, a valere in capacità d'acquisto la metà di prima.
Adesso, l'invincibile Armada di 16 partiti e schegge di partiti ci riprova.
Alle corde in un paese rivelateglisi ostile, la Casta nostra si arrocca dietro la Foglia di fico di un Professore. Operazione che meglio di tanto altro credo che rappresenti oggi sul Corriere della Sera il vignettista Giannelli il quale vi rappresenta il Commissario col palazzo di Montecitorio sotto braccio.
In nessun paese europeo come nel nostro, dal secondo dopoguerra, nessuno ha mai utilizzato con tanta sicumera la sospensione ripetuta dei diritti costituzionali purché, però, non cambiasse mai veramente niente. Quando rischiamo l'Alternativa vera di Programma, ci commissariano, pare...
Questa anomalia tutta nostra ce l'hanno fatta digerire con lo "zucchero" del Debito Pubblico. Voi, in molti, non pagate niente, però in cambio accettate tutti di non contare quasi niente. Debito pubblico che non a caso, nel ventennio dei risanatori attuali s'è impennato verso i 2 milioni di miliardi odierni da 1850 milioni di primi anni 80. Mentre il pil s'inabissava contemporaneamente in un paese divenuto di tasse senza lavoro. Passando nel suo rapporto Debito/Pil dal 87% circa di fine anni 80 al 120% attuale del paese di bugiardi e dei commissariamenti.
E adesso, cosa vanno a fare una così tanta alleanza ipocrita?
Mette assieme una manciata di auorevoli prestanome proprio quegli stessi partiti che sino ad ora non hanno saputo fare niente per il Bene Comune e per lo Sviluppo equo. Quegli stessi soggetti politici, i quali, tutti assieme, e con autorevoli sponsor, nell'estate-autunno appena trascorso, si sono ingoiati 55 miliardi di tasse nostre in due manovre per non concludere niente.
Si sono complimentati sino ad ora, li uni e gli altri, maggioranza ed opposizione e qualcun altro festante: veloci, bravi ed efficaci come noi ce ne sono pochi. Per venirci a dire oggi, esattamente gli stessi, nascosti dietro a un professore, che c'é stato un piccolo disguido. E che bisogna ricominciare a tassare ed a tagliare. Sempre e solo a noi.
E ci vengono a raccontare che i professori, adesso faranno miracoli. Ma dovendo usare il consenso parlamentare proprio di quegli stessi che si sono appena fumati 55 miliardi nostri pur di non cambiare mai.
I commissari salvacasta, temo, non concluderanno niente neanche adesso. Neanche loro.
Ci restituiranno subito il diritto elettorale costituzionale del voto libero ed uguale con la preferenza e senza premi? non credo, temo resterà ancora commissariato il voto nostro. Taglieranno di due terzi i costi complessivi della politica nazionale che ci pesa di ben oltre 20 miliardi? pare di vederli. A farlo su di sé i beneficiati stessi. Introdurranno reato di competenza d'Antimafia l'associazione a delinquere del finanziamento illecito ai partiti? ma quando mai potranno farlo con i voti dei finanziati abituali dal pizzo? Taglieranno gli oltre 50 mila Enti intermedi Regioni Comuni che risultano ospitare i famigli di partiti senza voto? per adesso dobbiamo constatare che i tagli alla politica si sono risolti con un Senatore in più. Taglieranno del 40% in due anni, da subito, le tasse a lavoro e impresa che ne muore? e alle pensioni, delle quali ne muoiono molti percettori? non credo, perché allora ci facevano votare su un Progetto alternativo vero. Invece scappano a gambe levate, tutti assieme, dal rischio di elezioni vere.
Ma questa volta, temo, la nostra Casta Diva che ci commissaria ogni volta che barcolla, ha un problema vero.
Quando ci commissariò l'ultima volta, lo fece, allora, in favore di un potere grande e vincente: la Finanza europea senza popoli e senza lavoro che però, allora, faceva il bello e cattivo tempo ovunque. Non solo in Italia e in Europa.
Adesso, invece, quelle stesse forze nostre pavide e bugiarde, ci commissariano per mandare al Brennero truppe raccogliticce in aiuto a poteri europei finanziari, quelli dell'euro senza popoli e lavoro, che stanno già perdendo. La loro insensata guerra ventennale contro Lavoro e Sviluppo equo anche europeo. E la nostra casta temo ne condividerà la sorte di perdenti. Nel mondo.
Lo spreed che sale mentre sale Monti ci svela del resto che la malattia nostra di conti sta dentro una malattia ben più grande europea: la sua finanza prepotente senza lavoro, e adesso anche senza soldi veri, credo sia ormai sempre più alle corde.
Atene, Roma, Madrid, Parigi ora, l'una dopo l'altra sotto scacco del debito sovrano gonfiatosi per salvare banche private, mostrano anche a chi non vuol vedere - che il grande alleato carolingio è prossimo anche esso alla sua di resa di conti: e che il malato vero è l'Ue. Più ancora delle sue stese nazioni.
Se così sarà, per un po la gran cassa mediatica italiana coerente, ci dipingerà le sorti splendide dei sospensori di democrazia reale italiana. Ce ne magnificherà le gesta. Lenirà il dolore di tanti militanti dell'Opposizioni parlamentari di trovarsi alleate con un televisore raccontando che però siamo al governo. Poi, se il timore risulterà vero, che il malato vero più grave é l'Ue nel suo attuale intero, rischiamo di ritrovarci tra natale e pasqua con lo spreed anche nostro a continuare a spiccare la corsa verso 600 se non oltre alla faccia dei Commissari e delle garanzie sospese.
Intanto, però, avrà votato la Spagna, la Francia, e forse la Grecia. E comincerà la cura, spero, democratica, popolare europea, alla malata vera: che è la nostra Ue.
A riconciliarla coi suoi popoli e con l'Euro del lavoro equo.
Poi, prima o poi, faranno tornare a votare anche noi. Se non altro, per disperazione impotente.
Allora, presumo, sarà forse bene se ci ricorderemo che, per imboccare un cambiamento alternativo vero italiano, nello sviluppo equo e condiviso, avremo anche bisogno di un Movimento nuovo a rappresentarlo ed attuarlo che non sia più tentato da sospensioni commissariali ma si fidi e rispetti gli elettori, avremo bisogno di certezza di poteri costituzionali ben attribuito che non permetta più a nessuno sospensione di diritti collettivi. Avremo bisogno di riprenderci il futuro nelle nostre singole mani dirette. Come nel 47, in democratica costituente non violenta.
Ci aspetta una lunga traversata, credo, a tutti noi italiani ed italiane normali di buona volontà, e di ogni età, almeno sino a Pasqua; quando il disincanto nostro generale vincerà l'anestetico mediatico a fronte d'evidenza dei fatti, quando il rinnovamento d'Europa sarà andato vanti intanto anche senza noi e lascerà senza protettori antichi i nostri troppi disinvilti commissari.
Intanto ci occuperemo delle nostre piccole, minuscole, sopravvivenza individuali entro la notte dei potenti. Se ci riusciremo.
In bocca al lupo. A tutti noi.
Il conforto è che tutti noi senza casta stiamo camminando nella direzione della storia migliore. Anche europea. Mentre i commissari, e i loro oligarchi nostri perdenti comunque, sono la retroguardia in ritirata.
A presto. In democrazia piena e senza sospensioni di nessuno. Che nessuno ne dispone di un simile potere. In democrazia effettiva senza protettori.
Italia, novembre 20011
venerdì 11 novembre 2011
Se cade un regime
Quello che penso è che in Italia non è caduto un governo, ma un regime; di 40 anni almeno.
Se il nuovo governo, qualunque esso sia, non darà questa percezione visibile temo che non evocherà l'unione. Quella di popolo. L'unica che serve. Perché l'unica che vince.
Perché le unità nazionali vere, nelle emergenze gravi - e nella caduta dei regimi - sono solo di popolo; e non dei dignitari supersiti che cercano solo di riciclarsi. Il compito di un governo transitorio, da sempre e ovunque, quando cade un regime, è di gestire al meglio il corrente. Mentre riporta intanto alle elezioni, già indette, sul proporzionale e preferenza. L'unico sistema elettorale che garantisce tutti e già della Costituente.
Un programma di governo emergenziale?
200 miliardi di Fisco evaso + 60 miliardi da corruzione di sistema + 15 miliardi di tagli immediati ai costi globali (25 miliardi) della intera politica di centro e di periferia = 215 miliardi di manovra immediata per nuovo Fisco dimezzato e pil al 4%; poi subito a seguire riformiamo il resto per uno Stato vivibile a tutti.
Perché quello che è crollato assieme al Regime è il "patto repubblicano" tacito preesistente: tu non paghi le tasse e mi ringrazi col pizzo alla politica obbligatorio ovunque; e quanto alle esigenze dello Stato, quelle le affrontiamo a debito.
Questo sistema è crollato: perché ha ucciso sviluppo, lavoro equo, diritti della donna e dei ragazzi e le ragazze al loro sacrosanto lecito futuro.
L'Italia nostra, di noi italiani ed italiane, è una grandissima nazione, risultata tenuta ancora umiliata alla catena da degli sciagurati...
Se il nuovo governo, qualunque esso sia, non darà questa percezione visibile temo che non evocherà l'unione. Quella di popolo. L'unica che serve. Perché l'unica che vince.
Perché le unità nazionali vere, nelle emergenze gravi - e nella caduta dei regimi - sono solo di popolo; e non dei dignitari supersiti che cercano solo di riciclarsi. Il compito di un governo transitorio, da sempre e ovunque, quando cade un regime, è di gestire al meglio il corrente. Mentre riporta intanto alle elezioni, già indette, sul proporzionale e preferenza. L'unico sistema elettorale che garantisce tutti e già della Costituente.
Un programma di governo emergenziale?
200 miliardi di Fisco evaso + 60 miliardi da corruzione di sistema + 15 miliardi di tagli immediati ai costi globali (25 miliardi) della intera politica di centro e di periferia = 215 miliardi di manovra immediata per nuovo Fisco dimezzato e pil al 4%; poi subito a seguire riformiamo il resto per uno Stato vivibile a tutti.
Perché quello che è crollato assieme al Regime è il "patto repubblicano" tacito preesistente: tu non paghi le tasse e mi ringrazi col pizzo alla politica obbligatorio ovunque; e quanto alle esigenze dello Stato, quelle le affrontiamo a debito.
Questo sistema è crollato: perché ha ucciso sviluppo, lavoro equo, diritti della donna e dei ragazzi e le ragazze al loro sacrosanto lecito futuro.
L'Italia nostra, di noi italiani ed italiane, è una grandissima nazione, risultata tenuta ancora umiliata alla catena da degli sciagurati...
mercoledì 19 ottobre 2011
una classe dirigente che fa guerra alle sue DONNE
Guardate che succede all'Economia ed al Sociale di una intera nazione se, per un ventennio ed oltre, una intera classe dirigente, sostanzialmente rivelatasi reazionaria, e mostratasi sostanzialmente omogenea, fa guerra alle sue Donne ed ai Loro figli e figli.
Perché l'Italia attuale, e da oltre un ventennio, non è più una nazione per Donne e Figli e Figlie.
Non lo pensa tanto chi scrive.
Ma un convegno di questi giorni della Banca d'Italia su <Crescita economica, equità, uguaglianza: il ruolo delle donne>
Così esordisce al riguardo il Corriere della Sera, di oggi 19 ottobre, a pag. 22:
"" Lavoro Saccomanni: oggi i peggiori d'Europa, al Sud la situazione più grave.
<<Donne escluse dal lavoro <<Perdiamo 7 punti di Pil>>
Bankitalia: più crescita se fossimo nella media Ue
<<L'Italia nel divario di genere è tra i Paesi più arretrati>>. Nelle classifiche mondiali è al 74° posto su 134, <<fanno meglio di noi tutti i Paesi europei, peggio solo il Giappone tra le maggiori economie industrializzate.
(...)
Se si guarda ad altre voci delle voci del confronto col resto del mondo l'Italia, osserva ancora Saccomanni, <<ha una posizione un poco migliore per quanto riguarda l'istruzione - 49° posto - e decisamente peggiore se si guarda alla partecipazione della donna all'economia. Che vuol dire lavoro e occupazione: nel 2010 era occupato il 46,1% delle donne tra 15 e 64 anni, contro il 67,7% degli uomini.
Il divario è particolarmente pronunciato nel Mezzogiorno, dove solo tre donne su 10 lavorano. ""
E CHE COSA PRODUCE QUESTO GIOCHINO DI AVER PROVATO CONCRETAMENTE A RISOSPINGERE DENTRO LE CASE LA SCELTA, PER LA SUA DONNA, DELL'ITALIA?
Proviamo allora a scoprirlo continuando a leggere l'articolo del Corriere della Sera:
"" Il dato preoccupa se si guarda alla crescita che è bassa anche perché il paese non utilizza appieno le risorse di giovani e delle donne.
La Banca d'Italia ha calcolato che se il Paese riuscisse a centrare l'obiettivo di Lisbona dell'occupazione femminile al 60% il Prodotto interno lordo crescerebbe del 7%.
Altri calcoli, come quello elaborato dalla Confartigianato basato sul Pil pro capite, indicano all'8,2% il progresso del Prodotto in caso di crescita dell'occupazione al 58,1%, cioè la media Ue nel primo trimestre 2011. (...) "
Abbiamo osservato bene cosa costa in termini di mancata Crescita Economica, la scelta Razzista della Classe dirigente Politico Sociale italiana dell'ultimo trentennio?
Si, una mancata crescita nazionale che, già da sola, sarebbe stata capace di tenerci fuori dalla crisi del Pil e dalla conseguente crisi del Debito e del Bilancio pubblico italiano.
Se vogliamo proprio tirare una riga pari, e se i dati hanno un crudo oggettivo senso, credo emerga che, la manovra di luglio, quella di agosto, e anche qualcuna altra manovra precedente, la dobbiamo tutta al Maschilismo protervo, sregolato, italiano fattosi intanto classe dirigente Monosesso.
Altro che sola CRISI GLOBALE a cui non si può far niente che rimanere impotenti ad osservare, come pretende il Ministro che presiede ai video giochi. Si quello che dice però gli avanza sempre un mostro da ammazzare: forse il sessismo della classe dirigente italiana di cui non pare infatti anche esso poca parte.
Così intanto prosegue ancora il citato articolo del Corriere della Sera:
"" (...) La scarsa valorizzazione delle donne è un vero e proprio spreco di talenti>>, dice, concludendo il convegno, Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della Banca d'Italia, prima donna ad entrare nel Direttorio. <<Il reddito delle donne, afferma, contribuisce non solo al benessere familiare, ma anche alla massa fiscale e previdenziale, nonché alla domanda di servizi di cura alle persone che, per loro natura, sono radicati nel territorio. In questo modo l'occupazione femminile attiva un circolo virtuoso che genera, oltre al reddito, anche occupazione e imprenditoria aggiuntiva.>>
(dal Corriere della Sera del 19/10, pag.22, di Stefania Tamburello)
L'altra pagina del medesimo giornale, chiarisce pare ancora meglio come la Donna, con conseguenze economiche gravissime per tutti, non è precipitata per distrazione in questo tristissimo attuale suo destino italiano.
Pare invece piuttosto che, il <muro di Berlino> alla donna italiana non gli sia caduto accanto. Quanto, piuttosto, si direbbe meglio addosso. E come a tradimento.
Infatti, lunghe stagioni di <risparmiatori di bilancio> e multicolori, che si sono succeduti nel tempo, e che intanto quasi doppiavano il debito pubblico preesistente assegnandosi per sé un costo complessivo della politica all'erario di 24,7 miliardi all'anno, praticamente le hanno smontato, con la scusa vigliacca di non aver soldi, una ad una, pazientemente, tutte le Sue Conquiste Sociali e di Accesso al lavoro che aveva saputo conseguire la Donna Italiana tra il 60 e l'80.
Ributtandola indietro nel tempo. Coperta questa ottusa consapevole operazione da tanti coriandoli più o meno vitali di diritto privati. Ma intanto privata inesorabilmente di tanti irrinunciabili diritti sociali.
E nessuno, di noi maschietti, e Donne cooptate dai Nuovi Signori pare abbia avuto poi molto da ridire in questa colossale Controriforma Nazionale anti femminile. Che si è svolta, pare infatti, e per così lungo tempo, all'interno del silenzio più universale.
Questo anche è quel che consente di vedere infatti l'articolo, a pag 23, e sempre del Corriere della Sera:
" "
Meno opportunità, poche politiche mirate, età d'ingresso elevata e bassi investimenti In Italia inattività femminile al 48,9%
L'Italia è in ritardo di 23 anni rispetto al resto dell'Europa, e la Campania, prima regione del Sud in quanto a popolazione, in termini di accesso al mondo del lavoro se la gioca con Malta e la Turchia.
Anche nelle aree più avanzate del Nord le donne stentano in quanto a numeri a stare al passo con il resto d'Europa: nel paese dalle due velocità continuano a essere frenate da una zavorra storica, stentano ad entrare nel mercato dell'occupazione e il welfare di certo non le aiuta.
Risultato, in Italia una donna su due non lavora, mentre in Svezia quattro su cinque, hanno un'occupazione. Ecco i dati dell'anno scorso, rivelati dall'Osservatorio di Confartigianato <<Donna Impresa>>:
Il tasso di inattività nel nostro Paese è del 48,9, di oltre 13 punti superiore al 35,5% che è la media dei 27 dell'Unione Europea.
Siamo lontani di anni dai Paesi del Nord, in cui il tasso di inattività delle donne tra 15 e 64 anni registra i valori più bassi. Il minimo del 23,3% è in Svezia, in Germania le donne che non lavorano sono il 29,2%, nel Regno unito il 30,6%, in Francia il 33,7% e anche la Spagna ci distanzia di un bel po' (34,1%). (...)
E prosegue ancora l'articolo citato del Corriere:
"Quali sono le ragioni che disincentivano il lavoro femminile nel nostro Paese?
Sicuramente, la solitudine di fronte alla conciliazione casa-lavoro, secondo Confartigianato. (...)
C'è quindi uno sbilanciamento verso la fascia più anziana della popolazione, mentre viene <penalizzata seriamente la spesa per la famiglia e la maternità>, cui va solo l'1,3% del Pil, come fanno Bulgaria e Portogallo. Peggio di noi solo solo la Polonia (...)
La Germania, per esempio, investe sulla famiglia più del doppio, il 2,8% del Pil, la Francia il 2,5%. Questo comporta tra l'altro che una modesta percentuale di bambini usufruisca di asili nido o servizi innovativi, il 12,5%. Il target europeo è di un bebè su tre. (...) "
(dal Corriere della Sera del 19710 di Melania Di Giacomo)
ECCOLA che emerge LA VERA IMMAGINE DELLA DONNA ITALIANA TRADITA.
Tradita dalla parte retriva e ipocrita del maschile, tradita da troppe omologhe cooptate e come parse appagate guardiane dell'harem, tradita da militanze che non l'hanno difesa e tutelata. Tradita da una nazione scopertasi invecchiata nel cuore e nella mente prima ancora che nel corpo.
Cosicchè quasi oggi appare che il più grande provvedimento di parità di genere da anni invalso in Italia sia stato ridenominare un amaro <mestiere> più antico, in ESCORT.
Adesso siamo più contenti, Progressisti e Conservatori. Alla donna italiana abbiamo compatti reso la scelta più adatta: a Casa od Escort. VERGOGNA. MASCHILE AUTOLESIONISTA.
Ho ritenuto, da uomo, che valesse la pena permettere di vedere, anche a donne - e non da opinioni, ma dai Dati - cosa è veramente accaduto alla DONNA ed ai suoi Figli e Figlie in Italia.
In questi troppo lunghi decenni recenti coerenti in cui risultano essersi alternati al Governo sia quelli che amano chiamarsi Progresso che quelli che si dicono Conservatori: Una indifferenziata mattanza di diritti di Donne e di figli risulta il loro comune indistinto portato.
E ALLORA, ADESSO?
la Donna italiana, sceglierà il suo meglio da sola.
ma da uomini, che sappiamo non ci sia partita per la nazione, come per la famiglia, senza comune sentire e rispetto per Uomo, Donna e Figli, penso che non abbia più alcuna decenza una quota più o meno larga o miserrima.
Trovo persino aberrante che un Tribunale debba valutare se alla Femmina italiana hanno lasciato uno spazio di quota. Quasi fosse la quota dei panda previsti nel parco perchè sia più vivace.
La Donna italiana è non meno del 50% della nazione, e, con i suoi figli e figlie, fanno larghissima maggioranza.
Allora, le quote, se le assegnino al Lotto.
50/50% le spetta alla Donna, ovunque si voti e si diriga a seguito del voto, per diritto e per autotutela diretta.
Voto a 16 anni gli spetta alle ragazze e ragazzi italiani per autotutela diretta e diritto di sogno.
Messa la decenza e il rispetto dovuto ciascuno al suo posto, la unica speranza della parte migliore della nazione infatti rimane che, su queste basi nuove e leali, la Donna italiana, i suoi Ragazzi e Ragazze nostri italiani, vogliano scendere in campo direttamente, e venire in soccorso al Paese che della loro assenza ne sta morendo. In ogni campo.
Dietro un Programma nuovo, totalmente alternativo e che scelga Lavoro, Diritti, Sviluppo, come leale futuro di Donne, Ragazzi, Ragazze e Uomini. Di buona volontà. E ci sono anche questi nel nuovo percorso.
Badiamo intanto bene tutti, mentre ci pensiamo, gli altri che hanno Potere attuale risulta abbiano già scelto la loro linea del Piave contro il Rinnovamento italiano:
LE PROSSIME ELEZIONI DI PRIMAVERA TUTTE ATTORNO ALL'ORDINE PUBBLICO. Per schivare rendiconti.
Ma la Vittorio Veneto del Rinnovamento italiano, nella partecipazione di tutti, sarà SVILUPPO CONDIVISO E ASSIEME A DONNE E RAGAZZE E RAGAZZI.
O non sarà.
Perché l'Italia attuale, e da oltre un ventennio, non è più una nazione per Donne e Figli e Figlie.
Non lo pensa tanto chi scrive.
Ma un convegno di questi giorni della Banca d'Italia su <Crescita economica, equità, uguaglianza: il ruolo delle donne>
Così esordisce al riguardo il Corriere della Sera, di oggi 19 ottobre, a pag. 22:
"" Lavoro Saccomanni: oggi i peggiori d'Europa, al Sud la situazione più grave.
<<Donne escluse dal lavoro <<Perdiamo 7 punti di Pil>>
Bankitalia: più crescita se fossimo nella media Ue
<<L'Italia nel divario di genere è tra i Paesi più arretrati>>. Nelle classifiche mondiali è al 74° posto su 134, <<fanno meglio di noi tutti i Paesi europei, peggio solo il Giappone tra le maggiori economie industrializzate.
(...)
Se si guarda ad altre voci delle voci del confronto col resto del mondo l'Italia, osserva ancora Saccomanni, <<ha una posizione un poco migliore per quanto riguarda l'istruzione - 49° posto - e decisamente peggiore se si guarda alla partecipazione della donna all'economia. Che vuol dire lavoro e occupazione: nel 2010 era occupato il 46,1% delle donne tra 15 e 64 anni, contro il 67,7% degli uomini.
Il divario è particolarmente pronunciato nel Mezzogiorno, dove solo tre donne su 10 lavorano. ""
E CHE COSA PRODUCE QUESTO GIOCHINO DI AVER PROVATO CONCRETAMENTE A RISOSPINGERE DENTRO LE CASE LA SCELTA, PER LA SUA DONNA, DELL'ITALIA?
Proviamo allora a scoprirlo continuando a leggere l'articolo del Corriere della Sera:
"" Il dato preoccupa se si guarda alla crescita che è bassa anche perché il paese non utilizza appieno le risorse di giovani e delle donne.
La Banca d'Italia ha calcolato che se il Paese riuscisse a centrare l'obiettivo di Lisbona dell'occupazione femminile al 60% il Prodotto interno lordo crescerebbe del 7%.
Altri calcoli, come quello elaborato dalla Confartigianato basato sul Pil pro capite, indicano all'8,2% il progresso del Prodotto in caso di crescita dell'occupazione al 58,1%, cioè la media Ue nel primo trimestre 2011. (...) "
Abbiamo osservato bene cosa costa in termini di mancata Crescita Economica, la scelta Razzista della Classe dirigente Politico Sociale italiana dell'ultimo trentennio?
Si, una mancata crescita nazionale che, già da sola, sarebbe stata capace di tenerci fuori dalla crisi del Pil e dalla conseguente crisi del Debito e del Bilancio pubblico italiano.
Se vogliamo proprio tirare una riga pari, e se i dati hanno un crudo oggettivo senso, credo emerga che, la manovra di luglio, quella di agosto, e anche qualcuna altra manovra precedente, la dobbiamo tutta al Maschilismo protervo, sregolato, italiano fattosi intanto classe dirigente Monosesso.
Altro che sola CRISI GLOBALE a cui non si può far niente che rimanere impotenti ad osservare, come pretende il Ministro che presiede ai video giochi. Si quello che dice però gli avanza sempre un mostro da ammazzare: forse il sessismo della classe dirigente italiana di cui non pare infatti anche esso poca parte.
Così intanto prosegue ancora il citato articolo del Corriere della Sera:
"" (...) La scarsa valorizzazione delle donne è un vero e proprio spreco di talenti>>, dice, concludendo il convegno, Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della Banca d'Italia, prima donna ad entrare nel Direttorio. <<Il reddito delle donne, afferma, contribuisce non solo al benessere familiare, ma anche alla massa fiscale e previdenziale, nonché alla domanda di servizi di cura alle persone che, per loro natura, sono radicati nel territorio. In questo modo l'occupazione femminile attiva un circolo virtuoso che genera, oltre al reddito, anche occupazione e imprenditoria aggiuntiva.>>
(dal Corriere della Sera del 19/10, pag.22, di Stefania Tamburello)
L'altra pagina del medesimo giornale, chiarisce pare ancora meglio come la Donna, con conseguenze economiche gravissime per tutti, non è precipitata per distrazione in questo tristissimo attuale suo destino italiano.
Pare invece piuttosto che, il <muro di Berlino> alla donna italiana non gli sia caduto accanto. Quanto, piuttosto, si direbbe meglio addosso. E come a tradimento.
Infatti, lunghe stagioni di <risparmiatori di bilancio> e multicolori, che si sono succeduti nel tempo, e che intanto quasi doppiavano il debito pubblico preesistente assegnandosi per sé un costo complessivo della politica all'erario di 24,7 miliardi all'anno, praticamente le hanno smontato, con la scusa vigliacca di non aver soldi, una ad una, pazientemente, tutte le Sue Conquiste Sociali e di Accesso al lavoro che aveva saputo conseguire la Donna Italiana tra il 60 e l'80.
Ributtandola indietro nel tempo. Coperta questa ottusa consapevole operazione da tanti coriandoli più o meno vitali di diritto privati. Ma intanto privata inesorabilmente di tanti irrinunciabili diritti sociali.
E nessuno, di noi maschietti, e Donne cooptate dai Nuovi Signori pare abbia avuto poi molto da ridire in questa colossale Controriforma Nazionale anti femminile. Che si è svolta, pare infatti, e per così lungo tempo, all'interno del silenzio più universale.
Questo anche è quel che consente di vedere infatti l'articolo, a pag 23, e sempre del Corriere della Sera:
" "
Meno opportunità, poche politiche mirate, età d'ingresso elevata e bassi investimenti In Italia inattività femminile al 48,9%
L'Italia è in ritardo di 23 anni rispetto al resto dell'Europa, e la Campania, prima regione del Sud in quanto a popolazione, in termini di accesso al mondo del lavoro se la gioca con Malta e la Turchia.
Anche nelle aree più avanzate del Nord le donne stentano in quanto a numeri a stare al passo con il resto d'Europa: nel paese dalle due velocità continuano a essere frenate da una zavorra storica, stentano ad entrare nel mercato dell'occupazione e il welfare di certo non le aiuta.
Risultato, in Italia una donna su due non lavora, mentre in Svezia quattro su cinque, hanno un'occupazione. Ecco i dati dell'anno scorso, rivelati dall'Osservatorio di Confartigianato <<Donna Impresa>>:
Il tasso di inattività nel nostro Paese è del 48,9, di oltre 13 punti superiore al 35,5% che è la media dei 27 dell'Unione Europea.
Siamo lontani di anni dai Paesi del Nord, in cui il tasso di inattività delle donne tra 15 e 64 anni registra i valori più bassi. Il minimo del 23,3% è in Svezia, in Germania le donne che non lavorano sono il 29,2%, nel Regno unito il 30,6%, in Francia il 33,7% e anche la Spagna ci distanzia di un bel po' (34,1%). (...)
E prosegue ancora l'articolo citato del Corriere:
"Quali sono le ragioni che disincentivano il lavoro femminile nel nostro Paese?
Sicuramente, la solitudine di fronte alla conciliazione casa-lavoro, secondo Confartigianato. (...)
C'è quindi uno sbilanciamento verso la fascia più anziana della popolazione, mentre viene <penalizzata seriamente la spesa per la famiglia e la maternità>, cui va solo l'1,3% del Pil, come fanno Bulgaria e Portogallo. Peggio di noi solo solo la Polonia (...)
La Germania, per esempio, investe sulla famiglia più del doppio, il 2,8% del Pil, la Francia il 2,5%. Questo comporta tra l'altro che una modesta percentuale di bambini usufruisca di asili nido o servizi innovativi, il 12,5%. Il target europeo è di un bebè su tre. (...) "
(dal Corriere della Sera del 19710 di Melania Di Giacomo)
ECCOLA che emerge LA VERA IMMAGINE DELLA DONNA ITALIANA TRADITA.
Tradita dalla parte retriva e ipocrita del maschile, tradita da troppe omologhe cooptate e come parse appagate guardiane dell'harem, tradita da militanze che non l'hanno difesa e tutelata. Tradita da una nazione scopertasi invecchiata nel cuore e nella mente prima ancora che nel corpo.
Cosicchè quasi oggi appare che il più grande provvedimento di parità di genere da anni invalso in Italia sia stato ridenominare un amaro <mestiere> più antico, in ESCORT.
Adesso siamo più contenti, Progressisti e Conservatori. Alla donna italiana abbiamo compatti reso la scelta più adatta: a Casa od Escort. VERGOGNA. MASCHILE AUTOLESIONISTA.
Ho ritenuto, da uomo, che valesse la pena permettere di vedere, anche a donne - e non da opinioni, ma dai Dati - cosa è veramente accaduto alla DONNA ed ai suoi Figli e Figlie in Italia.
In questi troppo lunghi decenni recenti coerenti in cui risultano essersi alternati al Governo sia quelli che amano chiamarsi Progresso che quelli che si dicono Conservatori: Una indifferenziata mattanza di diritti di Donne e di figli risulta il loro comune indistinto portato.
E ALLORA, ADESSO?
la Donna italiana, sceglierà il suo meglio da sola.
ma da uomini, che sappiamo non ci sia partita per la nazione, come per la famiglia, senza comune sentire e rispetto per Uomo, Donna e Figli, penso che non abbia più alcuna decenza una quota più o meno larga o miserrima.
Trovo persino aberrante che un Tribunale debba valutare se alla Femmina italiana hanno lasciato uno spazio di quota. Quasi fosse la quota dei panda previsti nel parco perchè sia più vivace.
La Donna italiana è non meno del 50% della nazione, e, con i suoi figli e figlie, fanno larghissima maggioranza.
Allora, le quote, se le assegnino al Lotto.
50/50% le spetta alla Donna, ovunque si voti e si diriga a seguito del voto, per diritto e per autotutela diretta.
Voto a 16 anni gli spetta alle ragazze e ragazzi italiani per autotutela diretta e diritto di sogno.
Messa la decenza e il rispetto dovuto ciascuno al suo posto, la unica speranza della parte migliore della nazione infatti rimane che, su queste basi nuove e leali, la Donna italiana, i suoi Ragazzi e Ragazze nostri italiani, vogliano scendere in campo direttamente, e venire in soccorso al Paese che della loro assenza ne sta morendo. In ogni campo.
Dietro un Programma nuovo, totalmente alternativo e che scelga Lavoro, Diritti, Sviluppo, come leale futuro di Donne, Ragazzi, Ragazze e Uomini. Di buona volontà. E ci sono anche questi nel nuovo percorso.
Badiamo intanto bene tutti, mentre ci pensiamo, gli altri che hanno Potere attuale risulta abbiano già scelto la loro linea del Piave contro il Rinnovamento italiano:
LE PROSSIME ELEZIONI DI PRIMAVERA TUTTE ATTORNO ALL'ORDINE PUBBLICO. Per schivare rendiconti.
Ma la Vittorio Veneto del Rinnovamento italiano, nella partecipazione di tutti, sarà SVILUPPO CONDIVISO E ASSIEME A DONNE E RAGAZZE E RAGAZZI.
O non sarà.
lunedì 17 ottobre 2011
Un Paese che parla così nella grande informazione lascia ancora ottimisti
Ho potuto leggere, su La Stampa del 17 ottobre appena trascorso un corsivo, in prima pagina, che mi ha lasciato semplicemente a bocca aperta. In poche righe, dono raro di sintesi, pare che 15 ottobre di Roma, del prima, e del dopo, torni tutto al proprio posto. Una nazione che mostra una Informazione di questo lucido buon senso, credo apra il cuore alla speranza. Di tutti noi uomini, donne, ragazzi e ragazze.
Mi sembra giusto poter contribuire a far conoscere anche a chi già non l'abbia letto. Confido che l'Autore consentirà di riportarlo parola per parola, e senza altro minimo commento.
DA LA STAMPA DEL 17 OTTOBRE CORRENTE, pag.1
<< Buongiorno> di Massimo Gramellini:
I soliti noti
Chissà se per calcolo o pigrizia mentale, politici e commentatori governativi si comportano come dei Cicchitto qualsiasi e affrontano il fenomeno mondiale degli Indignati attingendo all'armamentario del secolo scorso. Li descrivono come un branco di figli di papà che vanno in piazza perché non hanno voglia di lavorare, violenti e complici dei violenti. Si tratta di una ricostruzione fasulla e stucchevole, che non distinguendo fra Indignati e Infiltrati finisce per fare il gioco di questi ultimi nel cancellare dal dibattito pubblico le ragioni della protesta. Vogliamo ricordarle? Le critiche all'avidità dei banchieri di Francoforte, Londra e Wall Street che hanno assassinato il capitalismo produttivo, avvelenandolo con le loro alchimie finanziarie. La difesa dello Stato Sociale, cioè delle conquiste che, pur fra sprechi evidenti, ci hanno garantito condizioni di sicurezza e benessere mai raggiunte nella storia. Il rifiuto di rinunciare ai propri diritti per consentire ad altri di conservare i propri privilegi. La proposta di una società nuova, fondata sul Noi anziché sull'Io, e contraddistinta dalla partecipazione attiva alla vita del territorio e alla gestione di beni comuni come l'acqua e l'istruzione.
Sono ideali di destra o di sinistra? Boh, non saprei. Sono ideali. E di questi bisognerebbe discutere, non del teppismo dei soliti noti, che dagli stadi ai cortei sono sempre gli stessi, così come sempre la stessa é l'incapacità dello Stato di toglierli di mezzo, una volta per tutte. >>
(da La Stampa del 17/10, pag. 1, di Massimo Gramellini)
Mi sembra giusto poter contribuire a far conoscere anche a chi già non l'abbia letto. Confido che l'Autore consentirà di riportarlo parola per parola, e senza altro minimo commento.
DA LA STAMPA DEL 17 OTTOBRE CORRENTE, pag.1
<< Buongiorno> di Massimo Gramellini:
I soliti noti
Chissà se per calcolo o pigrizia mentale, politici e commentatori governativi si comportano come dei Cicchitto qualsiasi e affrontano il fenomeno mondiale degli Indignati attingendo all'armamentario del secolo scorso. Li descrivono come un branco di figli di papà che vanno in piazza perché non hanno voglia di lavorare, violenti e complici dei violenti. Si tratta di una ricostruzione fasulla e stucchevole, che non distinguendo fra Indignati e Infiltrati finisce per fare il gioco di questi ultimi nel cancellare dal dibattito pubblico le ragioni della protesta. Vogliamo ricordarle? Le critiche all'avidità dei banchieri di Francoforte, Londra e Wall Street che hanno assassinato il capitalismo produttivo, avvelenandolo con le loro alchimie finanziarie. La difesa dello Stato Sociale, cioè delle conquiste che, pur fra sprechi evidenti, ci hanno garantito condizioni di sicurezza e benessere mai raggiunte nella storia. Il rifiuto di rinunciare ai propri diritti per consentire ad altri di conservare i propri privilegi. La proposta di una società nuova, fondata sul Noi anziché sull'Io, e contraddistinta dalla partecipazione attiva alla vita del territorio e alla gestione di beni comuni come l'acqua e l'istruzione.
Sono ideali di destra o di sinistra? Boh, non saprei. Sono ideali. E di questi bisognerebbe discutere, non del teppismo dei soliti noti, che dagli stadi ai cortei sono sempre gli stessi, così come sempre la stessa é l'incapacità dello Stato di toglierli di mezzo, una volta per tutte. >>
(da La Stampa del 17/10, pag. 1, di Massimo Gramellini)
sabato 8 ottobre 2011
una informazione tra amiche ed amici su un piccolo Libro
Quando aprii il blog la prima volta anticipai che avevo seguito l'inclinazione, ormai circa due anni or sono, di raccogliere sotto forma di Libro una serie di riflessioni, sorte sopra il tempo presente, sopra il possibile futuro, dedicate in special modo a giovani e giovanissimi.
Quel piccolo Libro ha preso forma di distribuzione adesso nei tipi del Gruppo Edicom Editore scrittori esordienti e con suo titolo COME SARETE,
Perché ne parlo ora?
Non per auto promozione. Non farò fortuna vendendolo, e non muterà la mia vita il caso contrario.
Potete infatti immaginare cosa possa rendere ad uno sconosciuto uscire la prima volta in forma di stampa libraria. E che io sia uno sconosciuto, ed in specie a chi legge, credo non ci piova.
PERCHE' ALLORA NE PARLO TRA AMICI ED AMICHE DEL WEB.
Perchè, intanto, è da quelle personali riflessioni sul presente, e possibile futuro anche italiano, e che prendeva la forma di una conversazione senza alcuna pretesa, tra un nonno quale sono anche io e una piccola folla di nipotine e nipotini attorno ad un caminetto, sarebbe poi disceso, anche se allora neppure io lo immaginavo, il http:www.kitfaidate.com oggi nel web.
Il piccolo libro, dal titolo COME SARETE, propone infatti una conversazione tra generazioni se pur tanto diverse. Quella di nonni con quella di nipoti.
Eppure generazioni anche se così diverse che si scoprono, proprio conversando, con ansie, interrogativi, speranze, sogni, tanto condivisi eugualmente.
Non a caso la sua sorta di sottotitolo, e con cui era stato pensato, rimane "Lettera aperta ai giovani ed alle giovanissime italiane da una generazione più anziana e dell'altro millennio". Quella appunto di chi scriveva e scrive anche ora.
Ed il più anziano riteneva di vedere i nostri giovani e giovanissimi come emarginati, come esclusi, dal grande possibile futuro soprattutto loro; come quanto mai desiderosi, invece, di riprendersi una speranza anche propria ed un ruolo. E su quali possibili valori comuni ed universali anche loro appoggiare questo auspicabile "ritorno" loro al futuro.
Nasceva così questa conversazione virtuale tra generazioni. Apparentemente tanto lontane, ma con sogni e speranze invece vicine. Conversazione un po' su tutto, valori, economia, politica nel suo senso lato di interesse alla cosa ed al bene pubblico, Stato, democrazia, Programmi possibili di un futuro sociale e personale decente per cui valesse la pena battersi.
E la conversazione, come ogni conversazione tra persone che si rispettino, pertanto così anche nel libro, non detta mai le risposte, non propone mai le risposte già fatte da altri. Parla, appunto conversa un po' di tutto sopra il presente e il futuro e lascia ogni questione aperta. Alle possibili scelte personali. Di chi legga. Alle giovani e giovanissimi reali italiani più in generale.
Tutto qui.
Non va in Libreria un erudito, né tanto meno un aspirante scrittore professionale.
Va in Libreria un nonno, come tanti di nonni e di nonne reali, che parla con giovani creature eccezionali del presente; che vede oggi un po' malinconiche ed ancora appartate, perché troppo frustrate dalla società anziana attuale.
PERCHE' ALLORA, DI NUOVO, NELLA FORMA DI PICCOLO LIBRO?
Perchè, in fondo, voleva lasciare una piccola possibile traccia, più duratura di un sospiro, del vero messaggio che reca: Ragazze, Ragazzi, non siete vinti, non siete deboli, non siete Soli.
Il Futuro di tutti, anche nostro di anziani, è Voi. O non c'è.
Prendete in mano il mondo. E, volate. In alto, inseguendo i vostri sogni migliori. E lasciate a noi anziani la splendida esperienza di vedervi volare. Sicuri. Forti e vincenti.
Raccogliendo così, voi, da terra il testimone della corsa ad un mondo migliore che a noi...c'è caduto di mano.
Tutto questo desiderava restare anche su fogli di carta. Di un Libro. Possibile dunque da leggersi anche nel tempo. Magari inseguendo una personale domanda: cosa pensavano e speravano di noi i nostri nonni e nonne. Perché, di questo, soprattutto, ne restasse possibile traccia non solo privata.
Di una speranza grande, e una certezza di nonni.
Perchè poi, vedete, amici papà e mamme che adorate di certo i vostri ragazzi e ragazze, noi, nonni e nonne, abbiamo però....un sogno tutto nostro speciale: sapere, lasciando la giuda, i nostri e le nostre <protetti> realizzati e felici.
Per chi voglia saperne di più, o anche solo vederne la copertina del Libro COME SARETE, una semplice informazione di servizio.
Può eventualmente farlo nella Home pagina della Edicom Editore sotto http://www.gruppoedicom.it dove tra altri link occhieggia il titolo che cliccato conduce alla pagina relativa.
oppure accedervi direttamente da http://www.guppoedicom.it/store/comersus-viewltel.asp?idProduct=2380
Oppure nel sito http://www.IBS.it
Di altre presenze eventuali non farò alcun cenno.
QUANTO PRECEDE, INFATTI, NON E' UNA TELEVENDITA.
ma anche esso, a suo modo, una semplice chiacchierata tra amici ed amiche.
A me, personalmente, che so di essere piccino piccino, che il Libro venda, con ogni rispetto anche all'Editore, interessa niente.
Volevo non certo crearmi un nuovo Mestiere.
Piuttosto, volevo gridare ai nostri ragazzi e ragazze. Non vi fate privare e sottrarre il Futuro. Siete Eccezionali. Volate sicuri verso i vostri Sogni migliori.
Il mondo, grazie a Iddio, non finisce con noi più anziani e forse anche un po' stanchi. Il futuro anche nostro SIETE PROPRIO VOI.
Volate, volate,...verso i sogni reali.
Ed adesso che glielo ho anche scritto, mi sento più sereno di non averglielo taciuto.
Quel piccolo Libro ha preso forma di distribuzione adesso nei tipi del Gruppo Edicom Editore scrittori esordienti e con suo titolo COME SARETE,
Perché ne parlo ora?
Non per auto promozione. Non farò fortuna vendendolo, e non muterà la mia vita il caso contrario.
Potete infatti immaginare cosa possa rendere ad uno sconosciuto uscire la prima volta in forma di stampa libraria. E che io sia uno sconosciuto, ed in specie a chi legge, credo non ci piova.
PERCHE' ALLORA NE PARLO TRA AMICI ED AMICHE DEL WEB.
Perchè, intanto, è da quelle personali riflessioni sul presente, e possibile futuro anche italiano, e che prendeva la forma di una conversazione senza alcuna pretesa, tra un nonno quale sono anche io e una piccola folla di nipotine e nipotini attorno ad un caminetto, sarebbe poi disceso, anche se allora neppure io lo immaginavo, il http:www.kitfaidate.com oggi nel web.
Il piccolo libro, dal titolo COME SARETE, propone infatti una conversazione tra generazioni se pur tanto diverse. Quella di nonni con quella di nipoti.
Eppure generazioni anche se così diverse che si scoprono, proprio conversando, con ansie, interrogativi, speranze, sogni, tanto condivisi eugualmente.
Non a caso la sua sorta di sottotitolo, e con cui era stato pensato, rimane "Lettera aperta ai giovani ed alle giovanissime italiane da una generazione più anziana e dell'altro millennio". Quella appunto di chi scriveva e scrive anche ora.
Ed il più anziano riteneva di vedere i nostri giovani e giovanissimi come emarginati, come esclusi, dal grande possibile futuro soprattutto loro; come quanto mai desiderosi, invece, di riprendersi una speranza anche propria ed un ruolo. E su quali possibili valori comuni ed universali anche loro appoggiare questo auspicabile "ritorno" loro al futuro.
Nasceva così questa conversazione virtuale tra generazioni. Apparentemente tanto lontane, ma con sogni e speranze invece vicine. Conversazione un po' su tutto, valori, economia, politica nel suo senso lato di interesse alla cosa ed al bene pubblico, Stato, democrazia, Programmi possibili di un futuro sociale e personale decente per cui valesse la pena battersi.
E la conversazione, come ogni conversazione tra persone che si rispettino, pertanto così anche nel libro, non detta mai le risposte, non propone mai le risposte già fatte da altri. Parla, appunto conversa un po' di tutto sopra il presente e il futuro e lascia ogni questione aperta. Alle possibili scelte personali. Di chi legga. Alle giovani e giovanissimi reali italiani più in generale.
Tutto qui.
Non va in Libreria un erudito, né tanto meno un aspirante scrittore professionale.
Va in Libreria un nonno, come tanti di nonni e di nonne reali, che parla con giovani creature eccezionali del presente; che vede oggi un po' malinconiche ed ancora appartate, perché troppo frustrate dalla società anziana attuale.
PERCHE' ALLORA, DI NUOVO, NELLA FORMA DI PICCOLO LIBRO?
Perchè, in fondo, voleva lasciare una piccola possibile traccia, più duratura di un sospiro, del vero messaggio che reca: Ragazze, Ragazzi, non siete vinti, non siete deboli, non siete Soli.
Il Futuro di tutti, anche nostro di anziani, è Voi. O non c'è.
Prendete in mano il mondo. E, volate. In alto, inseguendo i vostri sogni migliori. E lasciate a noi anziani la splendida esperienza di vedervi volare. Sicuri. Forti e vincenti.
Raccogliendo così, voi, da terra il testimone della corsa ad un mondo migliore che a noi...c'è caduto di mano.
Tutto questo desiderava restare anche su fogli di carta. Di un Libro. Possibile dunque da leggersi anche nel tempo. Magari inseguendo una personale domanda: cosa pensavano e speravano di noi i nostri nonni e nonne. Perché, di questo, soprattutto, ne restasse possibile traccia non solo privata.
Di una speranza grande, e una certezza di nonni.
Perchè poi, vedete, amici papà e mamme che adorate di certo i vostri ragazzi e ragazze, noi, nonni e nonne, abbiamo però....un sogno tutto nostro speciale: sapere, lasciando la giuda, i nostri e le nostre <protetti> realizzati e felici.
Per chi voglia saperne di più, o anche solo vederne la copertina del Libro COME SARETE, una semplice informazione di servizio.
Può eventualmente farlo nella Home pagina della Edicom Editore sotto http://www.gruppoedicom.it dove tra altri link occhieggia il titolo che cliccato conduce alla pagina relativa.
oppure accedervi direttamente da http://www.guppoedicom.it/store/comersus-viewltel.asp?idProduct=2380
Oppure nel sito http://www.IBS.it
Di altre presenze eventuali non farò alcun cenno.
QUANTO PRECEDE, INFATTI, NON E' UNA TELEVENDITA.
ma anche esso, a suo modo, una semplice chiacchierata tra amici ed amiche.
A me, personalmente, che so di essere piccino piccino, che il Libro venda, con ogni rispetto anche all'Editore, interessa niente.
Volevo non certo crearmi un nuovo Mestiere.
Piuttosto, volevo gridare ai nostri ragazzi e ragazze. Non vi fate privare e sottrarre il Futuro. Siete Eccezionali. Volate sicuri verso i vostri Sogni migliori.
Il mondo, grazie a Iddio, non finisce con noi più anziani e forse anche un po' stanchi. Il futuro anche nostro SIETE PROPRIO VOI.
Volate, volate,...verso i sogni reali.
Ed adesso che glielo ho anche scritto, mi sento più sereno di non averglielo taciuto.
mercoledì 5 ottobre 2011
penso che dovremmo soffermarci tutti su questa Formuletta che spiega molte cose
ECCO LA FORMULETTA DELLA ITALIA ATTUALE CONNIVENTE:
3,95 € / ora x sino 14h/gg = Maglie prodotte da donne salvo 5 giovani Donne morte.
Questo credo sia la migliore Fotografia, dolorosissima, del Lavoro italiano sfigurato. E che ha fatto crollare anche Famiglia e pil.
Qui, in fondo riposa gran parte dello sfascio generale morale e sociale attuale italiano.
Credo.
PERCHE', guai a pensare che sia solo Barletta. O solo Puglia.
Questo farebbe terribilmente comodo ha chi l'ha ridotto così, il Lavoro italiano, a chi non vede mai, a chi anche se dovrebbe tutelare per dovere istituzionale non si accorge mai, a chi dovrebbe offrire lavoro vero e aziende competitive senza schiavi e schiave; a chi dovrebbe consentire di fare impresa anche pagando equamente; a chi dice che è solo un'eccezione ma tutto il resto va benone. ECCO LA NOSTRA VERA ITALIA SFIGURATA. Come quelle povere ragazze che cercavano pane, per sé, e le loro famiglie sin negli "scantinati". L'Italia migliore, che non si arrende mai.
A questa Italia che non vede, e che non sente, e che festeggia Primi maggi senza senso, a questa Italia che si "indigna" se lo rendono feriale mentre risulta assente dove serve anche gli altri giorni, occorre un art. 8 in più in manovra, un art. 18 in meno altrove, forse anche un 23 magari.
MENTRE SAREBBE BASTATO SOLO UN 113.
Se chi doveva vedere, chi doveva sapere, chi dovesse tutelare avesse chiamato. NESSUNO L'HA MAI FATTO.
Di quelle infelici coraggiose nostre Donne italiane, che non meritiamo, ci resta anche un ricordo che ci stringe lo stomaco di collera civile "Ci dicevano che le crepe sui muri ce le eravamo disegnate da soli".
UN PENSIERO PER TUTTI NOI ATROCE CHE SIANO POTUTE RIMANERE TANTO SOLE.
Ecco perché l'alternativa non verrà mai proposta dall'ATTUALE CLASSE POLITICA PREVALENTE.
Perché temo che, in Maggioranza, ci siano quelli che non Sentano; ed in Minoranza, quelli che non Vedano.
ANTIPOLITICA? ma facciamola finita di colpevolizzare qualsiasi condanna all'indecente esistente.
Niente appare infatti Più POLITICO di voler cambiare veramente.
Un piccolo abbraccio, da italiano, a quelle povere famiglie di Donne italiane. CADUTE NEL SOGNO DI UN LAVORO EQUO per tutti. In una nazione loro - ed anche nostra - al momento, risultata largamente bugiarda e vile. E NON SOLO CON LORO.
3,95 € / ora x sino 14h/gg = Maglie prodotte da donne salvo 5 giovani Donne morte.
Questo credo sia la migliore Fotografia, dolorosissima, del Lavoro italiano sfigurato. E che ha fatto crollare anche Famiglia e pil.
Qui, in fondo riposa gran parte dello sfascio generale morale e sociale attuale italiano.
Credo.
PERCHE', guai a pensare che sia solo Barletta. O solo Puglia.
Questo farebbe terribilmente comodo ha chi l'ha ridotto così, il Lavoro italiano, a chi non vede mai, a chi anche se dovrebbe tutelare per dovere istituzionale non si accorge mai, a chi dovrebbe offrire lavoro vero e aziende competitive senza schiavi e schiave; a chi dovrebbe consentire di fare impresa anche pagando equamente; a chi dice che è solo un'eccezione ma tutto il resto va benone. ECCO LA NOSTRA VERA ITALIA SFIGURATA. Come quelle povere ragazze che cercavano pane, per sé, e le loro famiglie sin negli "scantinati". L'Italia migliore, che non si arrende mai.
A questa Italia che non vede, e che non sente, e che festeggia Primi maggi senza senso, a questa Italia che si "indigna" se lo rendono feriale mentre risulta assente dove serve anche gli altri giorni, occorre un art. 8 in più in manovra, un art. 18 in meno altrove, forse anche un 23 magari.
MENTRE SAREBBE BASTATO SOLO UN 113.
Se chi doveva vedere, chi doveva sapere, chi dovesse tutelare avesse chiamato. NESSUNO L'HA MAI FATTO.
Di quelle infelici coraggiose nostre Donne italiane, che non meritiamo, ci resta anche un ricordo che ci stringe lo stomaco di collera civile "Ci dicevano che le crepe sui muri ce le eravamo disegnate da soli".
UN PENSIERO PER TUTTI NOI ATROCE CHE SIANO POTUTE RIMANERE TANTO SOLE.
Ecco perché l'alternativa non verrà mai proposta dall'ATTUALE CLASSE POLITICA PREVALENTE.
Perché temo che, in Maggioranza, ci siano quelli che non Sentano; ed in Minoranza, quelli che non Vedano.
ANTIPOLITICA? ma facciamola finita di colpevolizzare qualsiasi condanna all'indecente esistente.
Niente appare infatti Più POLITICO di voler cambiare veramente.
Un piccolo abbraccio, da italiano, a quelle povere famiglie di Donne italiane. CADUTE NEL SOGNO DI UN LAVORO EQUO per tutti. In una nazione loro - ed anche nostra - al momento, risultata largamente bugiarda e vile. E NON SOLO CON LORO.
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