
Voi
siete la speranza del mondo
Non è mia abitudine auto citarmi.
Anzi, per essere più esatti, credo di non averlo fatto mai. Questo, sia per senso della propria misura,
come per inclinazione personale.
Questa volta, tuttavia, ho
ritenuto di voler fare una eccezione. E adesso provo a spiegare il perché ed il
come.
La mia esistenza personale ha
fatto anche esperienza della pubblicazione di un libricino che racchiudeva una
mia serie di riflessioni che erano intese dedicata soprattutto ai giovani
e giovanissimi. Si titola “Come Sarete”
e sottotitola anche “messaggi da una generazione dell’altro millennio”. Di che
trattava?
Lo indico in modo super conciso
utilizzando la medesima sintesi di contenuti che ne propone la stessa
copertina:
< Quale avvenire si sta
preparando per i cittadini di domani?
Quali valori potranno scegliere
le nuove generazioni a fondamento di una realtà sociale più giusta?
Potremo superare le difficoltà di
oggi recuperando la capacità di essere popolo e guardando avanti tutti
assieme?>
Il tutto veniva editato nel
luglio 2011 dal GruppoEdicom editore.
Perché il richiamo a questa piccola esperienza di porre su fogli di carta editati in libro delle personali riflessioni che avevano preso forma di appunti negli anni precedenti?
Perché quei pensieri personali
scritti prendevano le mosse dal profondo cambio d’epoca che già si intravedeva
in quegli anni trascorsi; e nella sua seconda parte, diciamo così economico
sociale, poneva sotto osservazione i profondi cambiamenti che erano interventi
nelle nostre società moderne.
Ma poneva anche alla riflessione il forte rischio
che ci si potesse incamminare in una profonda involuzione di tutto quello che
fa condivisa una comunità di popolo e nazione. Poneva all’attenzione il
concretissimo rischio, che già si intravedeva, che la nostra crisi finanziaria
planetaria innescatesi nel 2007 negli Usa, potesse venire utilizzata anche per
scardinare i presupposti stessi dello Stato moderno costituzionale; e che
restano, lavoro, equità, condivisione, diritti irrinunciabili di donna e di
ragazze e ragazzi.
E ci soffermava anche a temere che, quella crisi iniziatesi
negli Usa nei modi che oggi oramai sappiamo abbastanza bene, e che era stata
soprattutto una crisi di povertà di massa di larga parte di popolazione
americana poi divenuta conseguentemente crisi finanziaria di debitori
scopertisi insolventi come già nel 1929, anche adesso rischiava di avere una
ricaduta successiva pesantissima proprio in Europa mentre si attenuava in Usa.
Ecco, ci siamo alla ragione di questa auto citazione; la sopravvenuta constatazione – oggi –del concretizzarsi di quelli che allora potevano apparire ancora soltanto dei timori. La consapevolezza, oggi, che la Italia in specie, avrebbe potuto trovarsi a conoscere, per quelle medesime ragioni, una pesantissima crisi economico sociale capace di metterne in crisi profonda l’equità stessa e la condivisione.
Per farla breve, il libro nato
dedicato ai giovani, e che si dipana come una conversazione piana e quieta di
un loro nonno, su di tutto con essi, si conclude sollecitando proprio i giovani
a farsi portatori del rilancio e del pieno recupero di una società equa e
laboriosa e meritevole di venir vissuta da essi per primi. A difendersi anche
loro il futuro.
E oggi?